Saman Abbas scomparsa, il messaggio dello zio nella chat: "Lavoro fatto bene"

Saman strangolata secondo la testimonianza fratello

Saman Abbas scomparsa, il messaggio dello zio nella chat: "Lavoro fatto bene"

Saman negli anni scorsi si era anche rivolta a una casa famiglia, che l'aveva ospitata per diverso tempo, salvo poi voler far ritorno a casa una volta maggiorenne, confidando nella maggior comprensione dei genitori.

Non pare ci siano più dubbi sulla fine della povera Saman, la ragazza 18 enne di origini pakistane che voleva vivere come gli occidentali e che è stata giustiziata dalla famiglia musulmana a Novellara. Ad avvalorare la tesi che sia stato proprio lo zio a uccidere la giovane è stato il fratello 16enne di Saman, fermato lo scorso 9 maggio in provincia di Imperia, senza documenti, trascinato nella fuga verso l'estero proprio dallo zio successivamente sfuggito al controllo.

Secondo la ricostruzione fatta dal Gip di Reggio Emilia, Shabbar Abbas, il padre di Saman, aveva impedito alla figlia di andare alle scuole superiori, "spesso la chiudeva fuori casa obbligandola a dormire sul marciapiede" e, "in ultimo, voleva costringerla tornare in Pakistan per sposare un cugino". Secondo il testimone, nella notte tra il 30 aprile e l'1 maggio lo zio avrebbe detto ai genitori: "Ora andate in casa". Il ruolo di quest'ultima nel delitto - secondo la Gazzetta di Reggio che nell'edizione odierna riporta le indiscrezioni giudiziarie - diventa ancora più sconvolgente.

Hasnain Danish, lo zio di Saman Abbas, ha confessato al fratello minorenne di lei di averla uccisa, ma non gli ha voluto dire dove ha nascosto il corpo. La testimonianza è ritenuta dal Gip "piena prova indiziaria" della responsabilità dell'uomo nell'omicidio e il giovane, ora in una comunità protetta, "particolarmente credibile". Saman e i genitori, è stato ricostruito, hanno urlato, lei li ha insultati: "Dammi i documenti", ha detto la ragazza al padre. "Lui mi ha risposto di non potermelo dire". Il padre allora aveva chiamato lo zio perché la riportasse a casa. Sempre il giovane ha raccontato della reazione del padre, al rientro dello zio dopo 13 minuti: "Si è sentito male e ha iniziato a piangere, stava quasi per svenire per mia sorella". Lo zio era poi tornato, dicendo che tutto era sistemato. "È quello che la 18enne ha pensato" scrive la Gazzetta. La Procura reggiana indaga per omicidio con, al momento, cinque indagati: i genitori, due cugini e lo zio. La madre della giovane avrebbe detto che che l'unico modo per obbligare una donna ad attenersi alle regole di vita pakistane fosse "ucciderla".

Ma Saman al suo fidanzato disse, invece, che era certo si parlasse di lei e che non aveva creduto alle parole del genitore quando per giustificarsi le aveva detto essersi trattato di un fraintendimento.

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