G7, tassa minima globale per le Big Tech al 15%

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G7, tassa minima globale per le Big Tech al 15%

Secondo il Tesoro, "le maggiori imprese globali, con margini di profitto di almeno il 10%, vedranno il 20% di tutti gli utili al di sopra di tale soglia riallocato e tassato nei Paesi dove effettuano vendite". Un accordo "storico", lo ha definito il Cancelliere dello Scacchiere inglese Rishi Sunak, "che richiederà ai più grandi giganti tecnologici multinazionali di pagare la giusta quota di tasse". Il commissario Ue, Paolo Gentiloni: "Risultati possibili anche grazie al cambio di politica dell'amministrazione Biden".

L'accordo al G7 è stato "un passo avanti importante". "È un passo storico verso una maggiore equità e giustizia sociale per i cittadini", commenta il premier Mario Draghi. "E' stato un incontro molto positivo che ci ha permesso di costruire ponti su questioni cruciali".

Cresce l'ottimismo fra i ministri delle Finanze europei sull'obiettivo di un primo accordo in sede G7 su una tassazione più equa nei confronti delle multinazionali con l'adozione di un'aliquota globale minima del 15% di imposta sui profitti d'impresa. Il principio, per Gentiloni, è semplice: "Tra Paesi - ragiona a margine - non può esserci concorrenza sleale quindi ci vuole una tassazione minima di base per tutti".

"Se condivideremo una tassazione minima sulle imprese - ha detto Scholz - aiuteremo a interrompere la corsa fiscale verso il basso che vediamo oggi e faremo sì che i nostri Paesi possano sostenere finanziariamente gli impegni necessari, soprattutto dopo tutto il denaro speso per affrontare l'emergenza Covid, e a difendere la salute della gente e a difendere l'economia". A questo sono giunti i ministri delle Finanze del G7, riuniti a Londra. Quando diverrà operativa sarà accompagnata dal superamento della digital Tax, dove già in vigore. La sua convinzione è che "un'intesa globale porterà ad un accordo anche tra i 27 Paesi dell'Unione". "Vogliamo che il processo di riforma della tassazione internazionale abbia successo" conclude Clegg che riconosce come questo "potrebbe significare che Facebook pagherebbe più tasse e in luoghi diversi". In un'intervista rilasciata in queste ore alla Bbc, il titolare delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, aveva addirittura evocato un accordo destinato a "cambiare il mondo".

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