Ilva, Vendola condannato a 3 anni e mezzo per concussione aggravata

Ilva, Vendola condannato a 3 anni e mezzo per concussione aggravata

Ilva, Vendola condannato a 3 anni e mezzo per concussione aggravata

Le accuse sono quelle di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, all'avvelenamento e all'omissione dolosa di cautele. Il pm aveva chiesto la condanna a un anno.

"Mi ribello ad una giustizia che calpesta la verità". E' stata poi disposta la confisca degli impianti dell'area a caldo che furono sottoposti a sequestro il 26 luglio 2012 e delle tre società Ilva s.p.a., Riva fire e Riva Forni Elettrici. In particolare, avevano invocato la condanna a 28 anni per Fabio Riva, Archinà e Capogrosso e a 25 per Nicola Riva. Nell'ambito del processo Ambiente Svenduto per il presunto disastro ambientale causato dall'Ilva negli anni di gestione della famiglia Riva, la Corte d'Assise di Taranto ha condannato a 3 anni di reclusione l'ex presidente della Provincia Gianni Florido, che risponde di una tentata concussione e di una concussione consumata, reati che avrebbe commesso in concorso con l'ex assessore provinciale all'ambiente Michele Conserva (condannato a 3 anni) e l'ex responsabile delle relazioni istituzionali dell'Ilva Girolamo Archinà (condannato a 21 anni e mezzo). I pm avevano chiesto la condanna a 5 anni. L'avvocato Luca Perrone, difensore di Fabio Riva, commenta ricordando gli investimenti fatti e batte il tasto degli adeguamenti: "I Riva hanno costantemente investito ingenti capitali in Ilva al fine di migliorare gli impianti e produrre nel rispetto delle norme".

In pratica, essendo l'azienda commissariata in legge Marzano, dalla vendita degli asset i proprietari, che comunque restavano gli stessi di Ilva Spa, non avrebbero visto un centesimo se non dopo che tutti i debiti sarebbero stati saldati.

Diverse organizzazioni hanno atteso la "sentenza storica" per la città in presidio nei pressi della Scuola sottufficiali della Marina militare. Sono 47 gli imputati tra dirigenti ed ex dirigenti del Siderurgico, politici e imprenditori. Le pene richieste sono di 20 anni per Buffo (che risponde anche di due incidenti mortali sul lavoro); 7 anni per Perli (che risponde insieme all'ex governatore di Puglia, Nichi Vendola, di pressioni sui vertici Arpa Puglia perché ammorbidissero le loro relazioni sull'inquinamento Ilva) e di 17 anni a testa per Ferrante, Andelmi, Cavallo, Di Maggio, De Felice, D'Alò. La soluzione? Per Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, è "l'intervento diretto dello Stato nel controllo della maggioranza di Acciaierie d'Italia, non più rimandabile", e che attualmente è previsto al 2022.

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