Mottarone, uno dei tecnici al pm: "Ci preoccupava il blocco della funivia"

Funivia Stresa-Mottarone c'è l'ammissione dei tre fermati nella notte

Mottarone, uno dei tecnici al pm: "Ci preoccupava il blocco della funivia"

In relazione all'inchiesta sulla tragedia di Mottarone, la Procura ha disposto gli arresti di Luigi Nerini, titolare della società che gestisce la funivia, Gabriele Tardini, direttore del servizio, ed Enrico Perocchio, caposervizio.

Per la Procura di Verbania, diretta dal procuratore Olimpia Bossi, quella del Tadini sarebbe stata una scelta "consapevole e concordata" con il proprietario della struttura Luigi Nerini e con Enrico Perocchio, consulente esterno per la funivia e dipendente della Leitner che nell'impianto di Stresa ha in carico la manutenzione straordinaria e ordinaria.

Gabriele Tadini "ha ammesso di aver deliberatamente e ripetutamente inserito i dispositivi blocca freni (forchettoni) durante il normale servizio di trasporto passeggeri, in tal modo disattivando il sistema frenante di emergenza destinato a entrare in funzione ed arrestare la corsa della cabina della funivia in caso di pericolo ed in particolare di improvvisa rottura della fune trainante", si legge ancora uno dei passaggi del decreto di fermo.

Una tragedia senza limiti quella che ha visto il crollo della Funivia Mottarone: le tre persone fermate avrebbero ammesso di aver ignorato il guasto all'impianto e di non aver attivato volontariamente il freno di emergenza.

I tre fermati, Nerdini, Perocchio e Tadini, sono accusati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione degli strumenti atti a prevenire gli infortuni aggravato dal disastro e lesioni gravissime.

Di fronte ai problemi riscontrati, infatti, si sarebbe deciso di continuare a mantenere in funzione la Stresa-Mottarone nonostante, spiega ancora Olimpia Bossi, gli interventi effettuati non fossero stati "risolutivi".

"Forza Eitan, i Vigili del fuoco sono tutti con te", scrivevano ieri su Twitter i Vigili del Fuoco, tra i primi ad arrivare sul luogo della tragedia, ai margini di quello che è rimasto della cabinovia della funivia che collega Stresa al Mottarone, distrutta nell'incidente del 23 maggio scorso che è costato la vita a 14 persone. Un "gesto materialmente consapevole" secondo i pm, per "evitare disservizi e blocchi della funivia", che da quando aveva ripreso servizio, presentava "anomalie". "Lo verificheremo chiedendo a questi tecnici perché sono stati chiamati". "Così si è pensato di rimediare". Si attende ora l'intervento dei tecnici per confermare quanto emerso dai primi accertamenti. Essendo in acciaio, con uno spessore di 3 o 4 cm, è perfettamente in grado di resistere al peso della cabina e delle 40 persone che la cabina avrebbe potuto ospitare. "Bisogna anche capire se la presenza di un solo 'forchettone' o due avrebbe avuto effetto analogo". E intanto si riserva "di valutare eventuali posizioni di altre persone".

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