Veneto zona arancione, Zaia: "Rt a 0,96, terapie intensive vicine a 30%"

Luca Zaia: “Io l'estate la vedo libera”

Vaccino russo Sputnik, l’Ema valuta il rispetto degli standard etici e scientifici nei test

In questo momento, negli ospedali del Veneto si ricoverano mediamente 80-100 persone al giorno e il 10-15% di loro finisce in terapia intensiva (Sopra i 60 anni, inoltre, 3 persone su 100 rischiano di perdere la vita). L'Agenzia europea per i medicinali (Ema) non nasconde dubbi sul vaccino russo, tanto che settimana prossima avvierà un'indagine per verificare se i test clinici abbiano violato gli standard etici e scientifici concordate a livello internazionale. "E dopo la seconda dose dà una grande risposta anticorpale". "Esattamente quel che dice Salvini". "Noi possiamo dire solo che continueremo a fare le somministrazioni in sicurezza". "Abbiamo capito che l'Ema quando c'è brutto tempo evita di uscire di casa". La Russia aveva già reso noto che i militari e gli impiegati statali erano stati coinvolti nei test del vaccino sviluppato da un laboratorio statale e finanziato dal Fondo russo per gli investimenti diretti, il fondo sovrano del Cremlino. Anche il Veneto ora deve tener conto della raccomandazione che prevede la somministrazione del vaccino AstraZeneca preferibilmente agli over 60. Si passerà poi gradualmente alla fascia 70-80, iniziando progressivamente la discesa verso i più giovani.

A Vicenza e provincia sono state somministrate in totale 168.391 dosi (99.363 nell'Ulss 8 Berica e 69.028 nell'Ulss 7 Pedemontana).

La dotazione di magazzino, alla mattina dell'8 aprile, era di 68 mila dosi di AstraZeneca, 93 mila di Pfizer e 37 mila di Moderna. Tra questi, la previsione che la prenotazione per un disabile vale anche per i caregiver e la possibilità di autodichiarazione dello status di accompagnatori dei vulnerabili. "Le terapie intensive sono alla soglia del 30%, l'area non critica è al 26%: la soglia è al 40%".

Mentre si stanno valutando nuove aperture, il Veneto è ritornato in zona arancione. In questa ultima ondata si è rovesciato il rapporto, che è 5,5:1. "Nella prima ondata avevamo un rapporto di 6:1 tra ricoverati in area non critica e quelli in terapia intensiva".

"Abbiamo 315 persone in terapia intensiva ha sottolineato Luca Zaia - quasi come a marzo, siamo più performanti nelle cure, però il virus c'è".

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