In Lombardia somministrato il 77,3% dei vaccini disponibili

Covid Pregliasco tutti i vaccini sono simili trombosi eventi rarissimi

Nuova mappa colori dal 12 aprile: ecco le Regioni che potrebbero cambiare zona

Indipendentemente da come sarà l'andamento dei contagi, però, qualsiasi decisione a riguardo non verrà presa prima del 26 aprile; a tal proposito, vediamo cosa potrebbe cambiare a partire da questa data.

"Assicuriamo a tutte queste persone la nostra massima attenzione - spiegano la vicepresidente ed assessore al Welfare, Letizia Moratti, e l'assessore a Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Alessandra Locatelli - sia a tutela delle loro fragilità sia rispetto a familiari ed assistenti, che con lodevole impegno e sacrificio si occupano quotidianamente di loro. E' un elemento importante che ci aspettavamo, mancava l'oggettività del dato scientifico che si sta acquisendo grazie agli studi e all'applicazione su grande scala di queste vaccinazioni".

Per questo motivo il Governo Draghi ha scelto di chiudere ancora tutto nonostante la situazione sia ormai in una fase di miglioramento; a farne le spese ristoranti, bar, palestre e piscine, le quali dovranno restare chiusi per tutto il mese. "L'analisi dei dati della vaccinazione nel nostro Paese rivela che il valore del numero medio di dosi somministrate al giorno è aumentato da 220.000 di due settimane fa alle 239.000 del periodo da domenica 28 marzo a sabato 3 aprile, quindi anche eliminando il valore molto basso del giorno di Pasqua", osserva Sebastiani. Perché? Secondo Palazzo Chigi le Regioni non sanno organizzarsi e vanno in ordine troppo sparso (anche sulle priorità). A riaprire potrebbero essere bar e ristoranti a pranzo, fermo restando l'obbligo di chiusura alle 18:00, come pure cinema e teatri ma con ingressi contingentati.

In ogni caso va detto che la riapertura sarà solamente in quelle Regioni che avranno dei dati da zona gialla. Secondo le Regioni, invece, il problema sono le forniture. E non saranno molte: basti pensare che ci sono almeno sette realtà locali (Valle d'Aosta, Piemonte, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Lombardia e Toscana) che resteranno in zona rossa fino al 20 aprile.

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