Coronavirus, il report settimanale in Sicilia: positivi e ricoveri in ulteriore aumento

Zona rossa a Palermo, la Regione certifica l’emergenza

Covid, Palermo da domani potrebbe diventare zona rossa

Gli attuali positivi sono 23.705 (+ 853, l'11 marzo erano 13.522) di cui 1.183 ricoverati (+ 56, il 12 marzo erano 772) compresi 158 in terapia intensiva (+ 5, il 14 marzo erano 100). Negli ospedali sono ricoverate 73 persone in più (+1 in terapia intensiva). Lo ha certificato l'Assessorato della Salutein una lettera inviata al sindaco di Palermo, che ha chiesto i dati dei contagi alle autorità sanitarie e la dichiarazione di zona rossa al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

Le vittime sono state 21 nelle ultime 24 ore e portano il totale a 4.697.

Per non parlare della "pressione" sugli ospedali legata all'aumento dei ricoveri di pazienti Covid, in particolare al "Cervello" di Palermo e al Covid hospital di Partinico, e alle ambulanze in coda davanti ai pronto soccorso.

Dei 909 nuovi casi, 597 sono in provincia di Palermo, 78 Trapani, 60 Catania, 53 Caltanissetta, 34 Ragusa, 33 Messina, 28 Agrigento, 26 Siracusa, 0 Enna. L'incidenza settimanale dei nuovi contagi nel capoluogo ha raggiunto 230 casi ogni centomila abitanti, ormai vicina alla soglia di 250 che fa scattare automaticamente la zona rossa.

Su base nazionale, ci sono 10.680 nuovi casi su 102.795 tamponi per una percentuale del 10.39 % basata solo sui molecolari (- 0.6 %). Sono 326 le vittime in un giorno (ieri 376). Era stato sottoposto al vaccino nelle scorse settimane, e dopo pochi giorni aveva cominciato ad accusare forti mal di testa. Il tasso di positività è sceso al 7,1%, ieri era al 5,9%. Rispetto alla settimana precedente sono aumentati di 154 unita', in terapia intensiva sono aumentati di 24.

"In queste ore continuano ad arrivare persone con insufficienze respiratorie - dice il medico Giovanni Luca D'Agostino - magari pensateci mentre domani organizzate la grigliatina di nascosto con gli amici, sentendovi 'paladini' che si battono per la libertà".

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