Dopo Apple anche Amazon e Google rimuovono Parler

La app di Parler è stata tolta dagli store Apple Amazon e Google

La app di Parler è stata tolta dagli store Apple Amazon e Google

"Parler non ha preso le misure adeguate per affrontare il proliferare di queste minacce sulla sicurezza della gente".

Amazon ha giustificato la mossa censoria denunciando su Parler la presenza di "post che chiaramente incoraggiano e incitano alla violenza".

Continua quindi la guerra tra i Gafa e il presidente uscente degli Stati Uniti d'America, con le prime ormai ben decise a silenziare per sempre non solo Trump, ma tutte le voci alternative alla narrazione del pensiero unico globalista supportato dai colossi Big Tech, congiuntamente a tutti coloro che si propongono di offrire uno spazio senza censure per poter esprimere liberamente le proprie opinioni.

Il social network Parler è andato offline nella giornata di lunedì, un giorno dopo che Amazon, Google Apple hanno deciso di sospenderlo rispettivamente dal proprio servizio di hosting AWS e dai rispettivi store per non aver adeguato il proprio piano di moderazione agli standard anti-violenza. Nei giorni scorsi un gruppo di dipendenti aveva chiesto ad Amazon di interrompere il suo rapporto con Parler "fino a quando non avrà rimosso i post che incitano alla violenza". Matze lascia intendere che vi sia una sorta di censura in atto da parte dei social network più noti che da tempo cercano di arginare (non sempre senza successo) la diffusione di notizie palesemente false e l'hate speech in generale. Nella sua "Dichiarazione di Indipendenza di Internet" Parler ha attaccato aziende come Twitter, definite "tecnofasciste" e "tiranni della tecnologia". Il motivo è lo stesso che ha portato la rimozione del social dagli app store di Google e App e alla sospensione dei profili di Trump da Facebook e Twitter.

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