Covid-19, Brusaferro: "Dati migliorano ma evitare assembramenti"

Covid e Natale Brusaferro No spostamenti e cenoni

Covid-19, Brusaferro: "Dati migliorano ma evitare assembramenti"

Questo non vuol dire che dobbiamo rallentare le misure, che dobbiamo rilassarci, perché il sovraccarico è ancora alto in moltissime Regioni.

Rt a 1,08 e 10 regioni, tra cui l'Abruzzo, ancora a rischio alto. "Bisogna rispettare l'isolamento e la quarantena". Sono appena quattro, invece, le Regioni ad essere considerate a "rischio moderato", senza "pericolo di progressione a rischio alto": il Lazio, la Liguria, la Sicilia e l'Umbria. In questa fase ci aspettiamo una riduzione progressiva dei casi. Credo che le prossime settimane sono molto critiche rispetto alla nostra capacità di rispettare i distanziamenti ed evitare le aggregazioni.

Nel consueto punto del venerdì su Facebook, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, attacca di nuovo il governo per la divisione in zone dell'Italia in relazione alla pandemia da Covid 19: "Si sta ragionando sulle zone, controzone, sottozone -attacca De Luca- La mia opinione è che queste zone sono una grande buffonata".

"Il Natale avrà una sua unicità" ma questo è il tempo di "abbassare la curva". Vanno evitati e scoraggiati. "E' fondamentale - si raccomanda - che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie, e di rimanere a casa il più possibile". La situazione in Italia è a metà, regioni dove l'incidenza mostra una decrescita e alcune regioni che mostrano una crescita. Oggi l'incidenza con i valori a 14 giorni e a 7 giorni.

Diretta della conferenza stampa con il Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli e il Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza, sull'analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia.

Quanto al tasso di utilizzo dei posti letto negli ospedali italiani, la curva relativa all'occupazione dei posti in area medica e nelle terapie intensive sta cominciando ad andare verso l'appiattimento. "Nel caso si mantenga l'attuale trasmissibilità, quasi tutte le Regioni o Province autonome hanno una probabilità maggiore del 50% di superare almeno una di queste soglie entro il prossimo mese".

Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è salito da 3.612 (17 novembre) a 3.816 (24 novembre).

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