Medici di base in stato di agitazione, territorio al collasso

Tar del Lazio: «Stop a visite a domicilio di malati covid per medici di base»

Covid Lazio: Tar, no ai medici di base per assistenza domiciliare

Questa è l'opinione del Tar del Lazio, sezione terza quater, contenuta nella sentenza del 1191/2020.

Intanto la Regione Lazio annuncia ricorso. 301502 del 9.4.2020). Il report dell'associazione finisce ora all'attenzione degli Ordini provinciali dei medici, cui il Codacons ha inviato una segnalazione chiedendo di accertare il comportamento dei camici bianchi e il rispetto delle disposizioni vigenti, ricordando che i medici di famiglia rivestono un ruolo centrale nella gestione dell'emergenza Covid-19, dall'analisi dei sintomi per supportare la diagnosi del coronavirus e avviare il paziente al corretto iter di cura, fino al supporto costante dei pazienti positivi, anche e soprattutto al fine di limitare le ospedalizzazioni dei casi meno critici, alleggerendo la pressione su pronto soccorso e strutture ospedaliere. È stato stabilito che "nel prevedere che le Regioni "istituiscono" una unità speciale "per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da Covid-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero", la disposizione rende illegittima l'attribuzione di tale compito ai medici di medicina generale - si legge -, che invece dovrebbero occuparsi soltanto dell'assistenza domiciliare ordinaria (non Covid)".

"L'affidamento ai medici di medicina generale del compito di assistenza domiciliare ai malati Covid" risulta in contrasto con la normativa emergenziale.

Ancora, riporta la sentenza riferendo quanto sostenuto dai ricorrenti, i medici di medicina generale "gravati di compiti del tutto avulsi dal loro ruolo all'interno del Ssr, vengono pericolosamente distratti e di fatto sollevati dal loro precipuo compito che è quello di prestare l'assistenza ordinaria, a tutto detrimento della concreta possibilità di assistere i tanti pazienti non Covid, molti dei quali affetti da..."

Al contrario, secondo le determine della Regione Lazio contemplano come meramente "eventuale" l'intervento di assistenza domiciliare delle Uscar laziali. 8 del D.L. n. 14, non una mera "eventualità", ma il principale ed esclusivo scopo delle USCA, ossia l'unico intervento che tali Unità Speciali dovrebbero eseguire. Il Sindacato medici italiani (Smi) denuncia inoltre: "In queste condizioni drammatiche non abbiamo visto alcun investimento strutturale per potenziare la rete territoriale della medicina generale, con l'assunzione delle Usca, con il potenziamento degli organici degli uffici di igiene e sanità pubblica, con la previsione di nuove assunzioni dei medici di medicina generale convenzionati, di guardie mediche, di medici di emergenza urgenza, pediatri di libera scelta". Un tema già emerso nella prima ondata e che pare ignorato dal legislatore.

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