Ristoranti, palestre e piscine: tutto quello che il nuovo dpcm vieterà

Una sala di allenamento

Covid, nuova stretta: stop a palestre e piscine, ristoranti e bar chiusi alle 18 – Le nuove regole

Si chiude quello che era stato salvato dall'ultimo Dpcm dunque palestre, piscine, sale gioco e casinò, e si va oltre con la serrata obbligatoria per cinema e teatri.

"Il governo sottovaluta la rete dello sport di base: se non ci sarà un ristoro immediato di tre miliardi, da mettere sul piatto domattina, è prevedibile un'inesorabile protesta sui territori", aveva affermato ieri in mattinata Barelli, senatore di Fi.

Secondo la donna, nelle palestre le rigorose misure anti-contagio imposte dai precedenti provvedimenti renderebbe bassissimo il rischio di infezione per questo la chiusura sarebbe da evitare. Ad esempio sono sospese le attività di piscine, palestre, centri natatori, centri benessere, centri termali fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio o che effettuino l'erogazione delle prestazioni rilevanti nei livelli essenziali di assistenza. Sospese anche le attività di centri culturali, centri sociali e centri ricreativi.

Anche le attività di parchi tematici e di divertimento vengono sospese. Tuttavia "è consentito l'accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all'aria aperta, con l'ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida del Dipartimento delle politiche della famiglia". Come spiega a il Resto del Carlino, a preoccupare però è soprattutto il lato economico con uno stop alle attività che metterebbe in ginocchio le casse della palestra costringendola a una chiusura definitiva.

"A decorrere dal 26 ottobre 2020, le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono sospese la domenica e i giorni festivi; negli altri giorni sono consentite dalle ore 5.00 fino alle 18.00". Tra le novità previste ci sarebbe anche il limite di 4 persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi. "Dopo le 18 - si legge nella bozza - è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico". Resta invece consentita la consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie. Resteranno consentite le attività di domicilio e asporto fino alle 24.00, sarà inoltre vietata la consumazione sul posto d'acquisto o nelle immediate adiacenze.

Approvata la chiusura dei servizi di ristorazione durante la settimana, a partire dalle 18 - aperti la domenica. Nel Dpcm è previsto anche lo stop alle attività sportive di base per gli sport di contatto. Rimane la sospensione dei viaggi di istruzione. Per quanto riguarda la scuola, viene confermata la didattica in presenza per istituti comprensivi e infanzia, ma si incrementa la didattica a distanza "almeno" al 75% per gli istituti superiori. "Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto", sempre secondo quanto prevede la prima bozza del Dpcm. Una trattazione più semplice del DPCM è disponibile in una scheda della Lega delle Autonomie Locali (clicca qui per leggerla) ma per avere un quadro completo è sempre meglio leggere la versione integrale del DPCM (scaricalo qui).

"Prego il sindaco di non mandarmi nessuna autorità a chiudermi, perché li farò tornare indietro con le buone o con le cattive e chi mi conosce sa che lo farò". Poi, la chiamata di Conte, come raccontato dallo stesso Barelli: "Si è detto dispiaciuto e ha promesso che il governo provvederà nell'immediatezza ad erogare ingenti contributi a fondo perduto".

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