Nuovo Dpcm, cinema e teatri chiusi

Il Governo al lavoro sul nuovo Dpcm. In arrivo misure più stringenti. Stop a palestre, piscine, cinema e teatri. Sconsigliati gli spostamenti fuori dai comuni

Cultura Italiae a Conte "Teatro e Cinema non possono fermarsi" Agenzia di stampa Italpress

Diverse le nuove misure, più restrittive.

"Abbiamo riconquistato faticosamente il nostro pubblico, spesso titubante e confuso da una comunicazione altalenante e ansiogena, a riacquistare i biglietti, rassicurandolo sulla certezza degli spettacoli e sulla scrupolosa adozione di tutte le misure di sicurezza - continua la lettera che elenca gli altri punti delle richieste al Premier - Per quanto concerne i teatri, abbiamo riavviato l'attività di produzione degli spettacoli sospesi, investendo pertanto nuovamente per il loro riallestimento".

"E' fortemente raccomandato - si legge ancora - a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune". Sospesi convegni e congressi, sagre e fiere, riunioni ( ad eccezione di quelle effettuate con modalità a distanza). Forse non si è capito a che punto siamo": "così il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, in un video postato su Facebook replica alla valanga di critiche e proteste del mondo dello spettacolo e della cultura che lo hanno travolto dopo la chiusura di cinema, teatri e sale concerto tramite il Dpcm del 24 ottobre. Vietate quindi anche le feste di matrimonio e comunione. Le manifestazione pubbliche sono consentite solo in forma statica e con il distanziamento.

Per quanto riguarda la scuola, la bozza del provvedimento prevede che gli istituti superiori adotteranno una Dad pari al 75% delle attività e dunque un 25% in presenza su tutto il territorio nazionale, uniformando le ordinanze regionali.

L'accesso di parenti e visitatori nelle strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (Rsa), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, "è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezioni".

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