Polonia, aborto vietato anche in caso di malformazioni del feto

Polonia

Polonia “Sciopero delle donne” in occasione della legge sull’aborto

La sentenza rende l'aborto quasi impossibile.

Permettere l'interruzione di gravidanza quando il feto evidenzia problemi genetici equivarrebbe a legalizzare "pratiche eugenetiche su un bambino non ancora nato, negandogli così il rispetto e la tutela della dignità umana". La Corte costituzionale polacca, giovedì 22 ottobre, ha stabilito che abortire in caso di malformazioni anche gravi viola la Costituzione.

Alla sentenza non sono state risparmiate numerose critiche: l'ex Primo ministro polacco ed ex presidente del Consiglio dell'UE, Donald Tusk, ha dichiarato che "mettere all'ordine del giorno la questione dell'aborto e la decisione di un tribunale pseudo-giudiziale nel bel mezzo di una pandemia dilagante è più che cinico". O meglio, resta formalmente lecito solo in caso di incesto, violenza sessuale o serie minacce per la loro salute.

L'aborto è ulteriormente limitato in Polonia: non sarà possibile interrompere una gravidanza nemmeno in caso di malformazioni embrionali, difetti congeniti del feto e patologie irreversibili. Secondo le organizzazioni femministe, sono tra 100mila e 200mila le donne polacche che ogni anno sono costrette a ricorrere all'aborto clandestino o ad andare all'estero per poterlo praticare. Con il nuovo divieto la situazione non farà che peggiorare. La legge entrerà in vigore solo dopo essere stata confermata dal presidente Andrzej Duda. Le sue opinioni sull'aborto "sono ben note, ma non sono cambiate", ha dichiarato il suo portavoce Blazej Spychalski all'agenzia di stampa Polska Agencja Prasowa. A Varsavia la protesta contro quello che è stato definito "l'inferno delle donne" è arrivata in Mickiewicza 49, sotto la casa del vicepremier e leader del partito Diritto e giustizia (Pis) Jaroslaw Kaczynski, dove le attiviste del movimento Ogolnopolski Strajk Kobiet, lo 'Sciopero nazionale delle donne', si sono date appuntamento munite di "acqua, latte, maschere di ricambio, guanti, fiale di soluzione salina e power bank". Hanno marciato portando con sé candele o cartelli che parlavano esplicitamente di "tortura". Nuove manifestazioni di protesta sono in programma oggi.

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