Pensioni, ultime news: a novembre aumenti per gli invalidi!

Pensione anticipata come funzionano con Quota 41 e Quota 102

Pensioni, per il superamento di quota 100 due ipotesi in campo: quali sono e cosa prevedono

Novità sulle pensioni anticipate in arrivo dallo schema della legge di bilancio approvato negli scorsi giorni dal governo: attesa per l'invio del testo in Parlamento, dove si giocherà la partita decisa per le modifiche apportate.

Nella nuova riforma delle pensioni 2021 c'è la conferma di Quota 100 per tutto il 2021.

La bozza della legge di bilancio 2021 contiene al proprio interno i primi riscontri in merito alla proroga dell'APE sociale e dell'opzione donna, oltre ad altri provvedimenti legati al welfare come l'assegno unico alle famiglie (che dovrebbe partire dal prossimo mese di luglio) e la riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori che possiedono redditi superiori alle 28mila euro. In pratica, possono cambiare i requisiti, magari per via del collegamento alle aspettative di vita, ma si tratta di misure fisse nel nostro sistema.

La Quota 102. Al momento, la soluzione più probabile sarebbe una Quota 102. In altre parole, si parla della possibilità di far subentrare alla Quota 100, la possibilità di andare in pensione, dal 2022, a 64 anni di età e con 38 di contributi, raggiungendo la cosiddetta quota 102. Il meccanismo è lo stesso di quello già attivo, con l'unica differenza dell'età anagrafica più alta.

Quota 100 pensione anticipata 2021 per i lavoratori che hanno raggiunto determinati requisiti di età e contributi versati. Una formula che aiuterebbe una fetta molto più ampia di profili, con l'eccezione dei più giovani che hanno iniziato a lavorare tardi o con molti buchi contributivi.

Per coloro che invece, alla data del 31 dicembre 1995, abbiano già versato 18 anni di contributi, la normativa prevede l'applicazione del sistema retributivo fino al 31 dicembre 2011 e successivamente il sistema contributivo. Per la quota-102, i più fortunati guadagnerebbero addirittura 4 anni rispetto alle attuali regole, ma a patto di rinunciare al 15% dell'assegno: lo scopo di fondo è interrompere anticipatamente il lavoro, per chi lo desidera, ma con un introito ovviamente inferiore nei confronti di chi lavora fino al tetto massimo consentito.

Per esempio, la pensione di vecchiaia ordinaria o la pensione anticipata sono misure strutturali perché non hanno una scadenza. In virtù di questa possibilità, il lavoratore non perde il diritto all'uscita nonostante la fine del funzionamento di una misura pensionistica. Ma la proroga di un anno potrebbe non essere sufficiente, come sottolinea il CODS (Comitato Opzione Donna Social) che si augura qualcosa di meglio e risolutivo rispetto a una proroga di solidi 12 mesi che non garantirebbe grandi risultati e di fatto non risolverebbe il problema a monte (puntando a trovare una soluzione solo per l'immediato e non per il lungo periodo).

Il dibattito in corso sulla flessibilità previdenziale dovrà determinare quali saranno le opzioni flessibili di uscita dal lavoro nei prossimi anni.

Tuttavia, in termini di vantaggi nell'adozione di questa misura, bisogna fare i conti proprio con i minori anni di contributi versati uscendo prima da lavoro: per chi dovesse riuscire ad anticipare la pensione sfruttando il massimo vantaggio, il taglio del mensile potrebbe arrivare al 15%.

Fondi pensione. Potrebbe inoltre essere previsto un nuovo semestre di silenzio-assenso per i fondi pensione, per fa decollare, una volta per tutte, la previdenza integrativa.

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