Eurostat, quasi 170mila morti in più in Europa in 4 mesi

Il grafico dei morti in Europa. Impennata tra l’11esima e la 15esima settimana del 2020. Credit Eurostat

Covid-19 non esiste? Da marzo a giugno 168mila morti in più in Europa rispetto alla media

Non sfugge però a nessuno che si tratta questa volta di un'occasione irripetibile: sta passando un treno sul quale debbono poter salire molte più donne, per orientarne la direzione e imprimergli velocità per aiutare l'Italia a svoltare verso la modernità. Con una maggiore concentrazione di decessi tra marzo e giugno.

La salute pubblica è la principale priorità di spesa per gli intervistati in 18 Paesi. Estonia, Lettonia e Repubblica Ceca hanno dato la priorita' alla ripresa economica, mentre in Austria, Danimarca e Germania i cittadini sono stati i piu' favorevoli alla lotta contro il cambiamento climatico. In Croazia, Slovacchia e Finlandia gli intervistati hanno messo l'occupazione e gli affari sociali al primo posto tra le priorità di spesa.

Un chiaro indicatore dell'importanza di dover prendere al più presto le decisioni necessarie sul fondo di ripresa e il bilancio a lungo termine (Quadro Finanziario Pluriennale - QFP) è la situazione finanziaria preoccupante dei cittadini europei dall'inizio della pandemia: un'ampia maggioranza dei cittadini teme un impatto diretto sulla propria situazione, o lo ha già sofferto.

Il 39% degli intervistati afferma che la crisi Covid-19 ha già avuto un impatto sul loro reddito personale, mentre un ulteriore 27% si aspetta un tale scenario in futuro. Solo il 27% degli intervistati non si aspetta alcun impatto sul proprio reddito.

In questi ultimi giorni, ma provenendo da lontano, si è fatta strada una rivendicazione che chiede ai governi di destinare una quota importante del Recovery fund per l'occupazione femminile, presente sul mercato del lavoro con una popolazione attiva, rispetto a quella in età lavorativa, del 60% nell'Ue ma solo del 48% in Italia, ulteriormente penalizzata dalla pandemia con una caduta del lavoro femminile in Italia del 20%. Mentre, in 20 Paesi la maggior parte degli intervistati afferma che la crisi ha già avuto un impatto sulla loro situazione finanziaria.

È in questo contesto che ha preso slancio in Italia la petizione Il giusto mezzo che, con le sue prime 40 mila firme, rivendica un'equa distribuzione delle risorse straordinarie disponibili per rimediare a vecchi squilibri sul mercato del lavoro che, penalizzando la presenza femminile, pesano nella vita sociale e familiare e zavorrano la nostra economia che, con un tasso di occupazione femminile aumentato al 60%, si stima potrebbe produrre un incremento del 7% del Prodotto interno lordo (Pil). Questi risultati sono coerenti con i risultati dei precedenti sondaggi condotti dal Parlamento europeo ad aprile e giugno 2020.

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