"d’Urso deve morire", Yari Carrisi condannato. La reazione di Barbara

Le parole di Yari Carrisi su Barbara D’Urso

Le parole di Yari Carrisi su Barbara D’Urso

Ed adesso il Tribunale le ha dato ragione, le giustificazioni del cantante non sono servite essendo stato giudicato colpevole di aver leso la reputazione e l'onore di Barbara D'Urso con quella frase. Arriva oggi il decreto penale di condanna che dichiara colpevole il Carrisi per aver leso la reputazione e l'onore di Barbara d'Urso mediante l'utilizzo dei social network.

Cos'è accaduto esattamente lo scorso 21 aprile? Nella fattispecie: "La d'Urso deve morire". Il post fu poi rimosso, ma ormai era tardi in quanto diversi utenti lo avevano captato, riproponendolo sulle piattaforme della rete. Immediato anche il tam tam del rilancio dell'episodio da parte delle agenzie di stampa.

Yari aveva scritto: "La D'Urso deve morire", una frase che aveva dovuto rimuovere per le polemiche social che si erano scatenate. Quest'ultima era rimasta esterrefatta dall'esternazione di Carrisi. Vale a dire rispondendo indirettamente. Proprio durante una puntata in diretta, è successa una cosa che ha urtato i nervi di Yari Carrisi, il figlio di Al Bano, che non ha trattenuto la sua disapprovazione e si è lanciato su Instagram scrivendo un'offesa scioccante diretta alla D'Urso che ora sta per pagare a caro prezzo. Una frase molto pesante che ha generato una bufera social ai danni di Yari, il quale, compreso l'enorme errore, ha cercato di rimediare pubblicando un video chiarificatore. Tornando al figlio di Albano, quando avvenne il fattaccio, cercò di giustificare il suo gesto fuori dalle righe dicendo che la frase infelice non sarebbe stata rivolta direttamente alla conduttrice napoletana, bensì al suo programma. Sua sorella Daniela, invece, era scesa in campo per difenderla e si era scagliata contro Yari Carrisi, dichiarando che le sue parole apparivano ingiustificabili. Lui stesso rispose a una ragazza che gli diede del 'paladino della giustizia' in modo improprio, accodandosi a chi gli stava chiedendo di vergognarsi, e ribadì la sua posizione: "vergognati tu, il male va sempre combattuto e abolito".

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