Restiamo il Paese più tartassato d'Europa. Il Fisco si prende la metà

Tasse l'Italia � il Paese pi� tartassato d'Europa

Fisco, i commercialisti: Italia è il Paese dove si pagano più tasse, pressione oltre il 48%

Analisi della pressione fiscale in Italia, in Europa e nel mondo - Struttura ed evoluzione dei principali indicatori di politica fiscale - 12 ottobre 2020 Clicca qui per scaricare il file.

Altro che il 42,8%, come si dice da tempo: la pressione fiscale reale in Italia è del 48,2%, cioè circa sei punti in più della percentuale, per così dire, "ufficiale". Dopo 5 anni di discesa della pressione fiscale, essa è tornata a salire nel 2019 di 0,7 punti.

Per girare proposte concrete al fine di ridurre la pressione fiscale, il Consiglio dei commercialisti ha messo su una apposita commissione coordinata dall'economista Carlo Cottarelli.

Dopo l'ultimo shock del 2012-2013, in cui la pressione fiscale è aumentata del 2,1%, nel quinquennio 2014-2018 si è verificato un significativo rientro (-1,7%), che però ha riguardato perlopiù le imprese. L'Iva, è la seconda imposta per gettito con 111,8 miliardi di euro, copre invece il 21,6% del totale (+1,3% sul 1995).

Tasse l'Italia � il Paese pi� tartassato d'Europa
In Italia le tasse più alte d'Europa, famiglie vessate più delle imprese

Pressione fiscale sulle famiglie - La pressione fiscale sulle famiglie, calcolata mediante una rielaborazione della Fondazione nazionale dei commercialisti dei dati Istat, è risultata nel 2019 pari al 18%, in crescita di 0,3 punti rispetto al 2018. Dopo lo shock del 2012-2013, che ha visto la pressione fiscale italiana crescere di 2,1 punti percentuali, la pressione fiscale sulle famiglie si è ulteriormente incrementata per poi rientrare leggermente negli ultimi due anni e rimanere quindi invariata, mentre nello stesso periodo la pressione fiscale complessiva si è ridotta di un punto percentuale.

Infine, dall'analisi del gettito tributario per singola imposta emerge come le prime 10 imposte (su 88 voci totali desumibili dalle tabelle Istat) riescano a coprire l'85% del totale. Ad affermarlo sono gli stessi commercialisti. Lo stesso dato era pari all'82,3% nel 1995. Basti pensare che l'Irpef copre il 34,2% del totale: nel 2019 era la prima imposta con 176,8 miliardi di euro di gettito. Irpef e Iva unite coprono il 55,9% dell'intero gettito tributario.

In estrema sintesi, la pressione fiscale è e resta alta, sbilanciata dal lato del lavoro rispetto al consumo, fortemente condizionata dall'esistenza di un vasto sommerso economico da un lato e pesantemente schiacciata dal livello della spesa pubblica. Infatti, nell'ultimo anno con dati disponibili per un confronto, il 2018, l'Italia si pone al 7° posto nel primo caso e al 21° posto nel secondo. "I Commercialisti e gli Esperti contabili, ancora una volta, sono al fianco delle imprese e dei cittadini e ricordano che una fiscalità equa è il primo passo verso l'emersione del sommerso che sottrae Pil e risorse al Paese". In particolare, per il gettito Iva in rapporto al Pil, l'Italia si colloca al 26° posto nella graduatoria dell'Unione Europea (27 Paesi), mentre per il gettito dell'imposta personale sul reddito, l'Italia si colloca al 5° posto. Inoltre, l'indicatore di pressione fiscale sui profitti societari della Banca mondiale arriva quasi al 60%, uno tra i più elevati in europa. Nella classifica Paying taxes 2020, il nostro Paese ha un calo alla posizione 128, a causa dei lunghi tempi previsti per adempimenti fiscali nonché fasi di gestione rimborsi e verifiche fiscali.

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