Ruffini: serve riforma per le partite Iva

Economia                  Ruffini, con Recovery non calo tasse ma fisco digitale

Economia Ruffini, con Recovery non calo tasse ma fisco digitale

Per il direttore dell'Agenzia delle Entrate le risorse del Recovery Fund "potrebbero essere utilizzate per una riforma del fisco e dell'attività di riscossione e per un rafforzamento dei processi di digitalizzazione e innovazione", perchè "un sistema tributario così articolato e complesso costituisce un freno per gli investimenti e rende complicato il rapporto fra Fisco e cittadini".

Il direttore ha chiarito che in base alle norme attuali "l'azione di recupero dell'Agenzia delle entrate-riscossione, deve svolgersi in relazione all'intero magazzino e non puo' scegliere di individuare le sommemaggiormente riscuotibili".

Il direttore dell'Agenzia delle entrate è convinto che sia necessario mettere mano alle modalità di determinazione dell'Irpef con il superamento dell'attuale versamento dell'imposta con il sistema degli acconti e del saldo, che non rispecchia l'effettivo andamento delle attività. Per Ruffini così si rispetterebbe anche il principio di capacità contributiva, visto che si pagherebbe l'Irpef in base agli incassi effettivi.

Sul nodo evidenziato dalle categorie interessate, ossia sulla moltiplicazione degli adempimenti di comunicazione (da effettuare mese per mese), il direttore dell'Agenzia delle Entrate prospetta un impegno a monte da parte dell'Agenzia: "Va evidenziato, infine, che l'Agenzia, con le informazioni disponibili nelle proprie banche dati, alla fine del periodo d'imposta, potrebbe predisporre la dichiarazione dei redditi precompilata per i soggetti titolari di partita Iva".

I beneficiari del nuovo sistema per Ruffini sarebbero innanzitutto le imprese minori in contabilità semplificata (persone fisiche e società di persone con 0,4 milioni di ricavi da servizi o 0,7 milioni da beni) e le persone fisiche in regime di vantaggio e in regime forfettario, con una possibile estensione anche ai lavoratori autonomi (escluse quindi le società di capitali). "Alla luce di tali considerazioni, potrebbe, pertanto, valutarsi la possibilità dell'utilizzo del Recovery Fund per la copertura finanziaria di tale riforma".

Nel frattempo già in passato i professionisti hanno segnalato le criticità dell'addio al meccanismo di saldi e acconti per il calcolo delle imposte sui redditi a partire dal 2021.

"Si tratta di una riforma di tipo strutturale, che, a fronte di un costo iniziale per l'Erario (concentrato soprattutto nel primo anno di applicazione delle nuove regole, con un'anticipazione della deduzione di quote future, alle quali si sommerebbero quelle relative ai valori residui da ammortizzare, per gli investimenti sostenuti negli anni precedenti), potrebbe produrre negli anni successivi effetti positivi per le casse dello Stato, sia per la riduzione dei costi "amministrativi" (legati alla semplificazione degli adempimenti), sia per l'aumento degli investimenti, che la riforma stimolerebbe".

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