Pensione quota 41 per tutti, l’ipotesi di riforma che non convince

Pensione anticipata a 54 e 57 anni non è un'utopia

Pensioni, la riforma per l’uscita anticipata dal lavoro: spuntano la quota 41 e la quota 102

In altre parole si tratterebbe di estendere a tutti il meccanismo attualmente valido per i lavoratori precoci che all'età di 19 anni potevano contare già almeno su un anno di contributi.

L'età pensionabile, quella per l'accesso alla pensione di vecchiaia, è fissata dal 1° gennaio 2019 a 67 anni, un aumento dovuto all'adeguamento con le aspettative di vita. Una misura strutturale che prevede due condizioni principali per accedere alla quiescenza, cioè il raggiungimento di una determinata soglia di contributi versati ed il contestuale raggiungimento di una determinata soglia di età anagrafica.

La scadenza di Quota 100 si avvicina sempre di più e la necessità di trovare una soluzione al ritorno alla pensione di vecchiaia con uno scalone di cinque anni diventa davvero cruciale.

Dopo il 2021, potrebbe non essere più rifinanziata dal governo "Quota 100", la finestra con la quale i lavoratori che hanno raggiunto i 62 anni di età e i 38 di contributi versati possono chiedere di andare in pensione. L'esecutivo, alle prese con il tavolo della riforma previdenziale attesa in contemporanea alla prossima legge di Bilancio, e i sindacati si incontreranno nei prossimi giorni per ragionare sulle proposte messe in campo.

Riforma pensioni 2021: il dossier è aperto.

Nel caso dell'Ape Sociale - alla quale possono ricorrere solamente i lavoratori che rientrano nei suddetti profili di tutela - il prestito viene restituito dallo Stato stesso e per questo non ci sono penalizzazioni per il lavoratore. A detta dei sindacati, chi ha 41 anni di contribuzione deve andare in pensione a prescindere dall'età.

Si parla di quota 41 per tutti come ipotesi di superamento della quota 100: cerchiamo di capire di cosa si tratta.

"Innanzi tutto chiederemo al governo di prorogare quelli strumenti già esistenti ma che sono in scadenza a fine anno, in particolare l'Ape sociale e Opzione Donna, che soprattutto in questa fase sono utili a gestire queste difficoltà".

Quota 41, di fatto, era già stata presa in considerazione prima dell'attuazione di Quota 100, rivelando, però, una copertura di 12 miliardi solo durante il primo anno.

Stando alle prime indicazioni dei tecnici del Ministero, la formula di cui si parla in alternativa a Quota 100 avrebbe infatti un costo di 8 miliardi di euro, ben più contenuto rispetto ai 12 miliardi stimati per Quota 41. L'altra differenza sostanziale, che renderebbe la riforma più sostenibile dal punto di vista economico, sarebbe il taglio dell'assegno, con circa il 3% in meno del montante retributivo per ogni anno di anticipo (e quindi rispetto alla normale età dei 67 anni per la pensione). Secondo i dati del Censis, fra 30 anni, saranno 5,7 milioni coloro che potrebbero trovarsi sotto la soglia di povertà e per evitarlo si sta cercando di costruire una misura in grado di garantire assegni dignitosi anche a chi ha buchi contributivi derivanti da carriere discontinue.

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