Fisco: Cgia, da domani 'tour de force' con 192 scadenze

Tasse 2020, a settembre 270 scadenze fiscali: Iva, Irpef, Irap, quali sono

Fisco, al via'maratona' settembre

"Non è che i contribuenti saranno chiamati a onorarle tutte 192", - precisa la Cgia - tuttavia la giornata sarà molto impegnativa, soprattutto dal punto di vista economico. Sono ben 270 gli obblighi con il fisco programmati entro fine mese, tra questi Iva, contributi previdenziali l'Ires, l'Irap e il saldo/acconto Irpef, per chi ha optato per le rateizzazioni.

Tra i 187 versamenti (di cui 13 sono posticipi di pagamento dovuti a slittamenti provocati dal Covid) le 2 comunicazioni e i 3 adempimenti, sono ben 192 le scadenze che attendono i cittadini.

La CGIA fa notare che la necessità di avere un sistema fiscale più semplice, meno esoso e più giusto è ormai avvertito da tutti. Soprattutto dai leader politici nazionali, anche se in questi ultimi 20 anni alle promesse non sono seguiti i fatti. Per evitare tutto questo, però, bisogna intervenire rapidamente. Se, invece, l'esecutivo aspetterà ancora senza dare alcuna risposta, soprattutto alle Pmi, rischiamo di non farcela. "Ovvero, consentendogli di pagare molte meno tasse, di avere una burocrazia meno oppressiva e di disporre di risorse finanziarie sufficienti per superare questa situazione di grave difficoltà".

Per quanto riguarda le 13 scadenze sospese causa Covid-19, la Cgia ricorda che con il decreto di agosto (in fase di conversione di legge) è prevista una ulteriore parziale proroga per queste 13 scadenze secondo le seguenti modalità: il 50 per cento del dovuto si può versare in un'unica soluzione entro il 16 settembre o in 4 rate mensili di pari importo (di cui la prima il 16 di settembre); il restante 50 per cento del dovuto si può rateizzare al massimo in 24 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata a partire dal 16 gennaio 2021.

L'Ufficio studi della CGIA ha inoltre ricostruito la serie storica della pressione fiscale registrata in Italia.

In 40 anni pressione fiscale salita dell'11%
. Come chiarisce l'associazione artigiana, infatti: "Se nel 1980 era al 31,4 per cento, nel 2019 si è attestata al 42,4 per cento". La punta massima è stata raggiunta nel 2013, quando il prelievo ha raggiunto il 43,4% a seguito dell'inasprimento della tassazione imposto dal governo Monti che ha reintrodotto la tassa sulla prima casa, ha aumentato i contributi Inps sui lavoratori autonomi, ha inasprito il prelievo fiscale sugli immobili strumentali, ha ritoccato all'insù il bollo auto.

La pressione fiscale nel 2020?

Molto probabilmente è destinata ad aumentare, non tanto a causa di un incremento delle entrate tributarie, ma per la forte contrazione del Pil che, rispetto al 2019, dovrebbe ridursi del 10 per cento.

Oltre alle tasse in Italia il problema è anche il peso dell'oppressione fiscale che ostacola l'attività quotidiana delle imprese: 270 scadenze in 15 giorni previste in questo mese sono decisamente troppe.

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