MALDINI, Chiesa? Non è mai esistita una trattativa

Giorno di presentazione in casa Milan per Sandro Tonali, autentico colpo da novanta del mercato rossonero fino a questo momento. "Il mister mi ha spiegato cosa bisogna affrontare partita per partita, mi farò trovare pronto". "La volevo indossare da un po di tempo, con Cellino parlo poco però mi ha subito capito". Mi ha detto di fare la mia scelta, ha mantenuto la parola. Ho chiesto io al presidente di fare questo sforzo nei miei confronti. "In campo si entra per dare tutto a prescindere dal modulo". "Cerco di tapparmi le orecchie senza ascoltare e guardare nulla".

Su Shamrock-Milan: "Siamo pronti, spero di sì, è una partita che ci fa parecchia paura, è una squadra che sta bene, prima nel proprio campionato, abbiamo qualche problema, Rebic squalificato, Leao infortunato". Tutti i compagni, a partire da Ibra, ti trasmettono questo desiderio di non sbagliare mai. La qualità è molto alta. L'inserimento di Tonali nel centrocampo rossonero è da studiare: "Il modulo non è importante, conta saper stare in campo in base a come chiede il tecnico".

Atteso, annunciato e in attesa dell'esordio ufficiale: Sandro Tonali si è presentato come nuovo giocatore del Milan, con la maglia numero 8 come - per sua stessa ammissione - sognato da bambino: "La mia passione per questa squadra parte da molto lontano, dalla mia città e da mio padre che me l'ha trasmessa". "L'effetto è stato bellissimo, poi quando abbiamo capito che c'era la possibilità di venire al Milan e ho chiuso le porte a tutti, c'era il Milan e volevo andare al Milan, ho chiuso tutte le porte". Sul numero: "Gattuso era il mio idolo da piccolo e ho preso la 8 perchè tra quelle libere era la maglia di una persona fantastica. Tra le partite che vorrei rigiocare ci sono sicuramente le finali di Champions vinte contro Liverpool e Juventus". Mi ricordo che andai allo stadio a vedere Milan-Chievo quando segnò Seedorf: "fu una gara piena di emozioni". La trattativa con l'Inter l'ha seguita il mio agente.

L'obiettivo stagionale è tornare in quella Champions League che manca dal 2014 al Milan: "Dobbiamo lavorare bene in allenamento, è lì la chiave del successo. C'è molta fiducia tra me e lui, poi appena ha saputo che c'era il Milan sapeva della mia passione e mi ha chiamato". Il clima nello spogliatoio è sereno, ma non possiamo parlare adesso di Champions.

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