Covid-19, Iss: "Dati simili a febbraio, ma situazione epidemiologica diversa"

Coronavirus in Italy people walking in Turin

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A commentare il report è intervenuto anche il direttore generale della Prevenzione presso il ministero della Salute Gianni Rezza, che ha evidenziato come: "Per la sesta settimana consecutiva aumenta il numero di casi Covid-19 nel nostro Paese anche se l'indice Rt si mantiene di poco superiore a 1". E' una delle domande frequenti che ricorrono ultimamente rispetto all'indice - ormai diventato quasi 'familiare' anche al grande pubblico - che descrive il tasso di contagiosità dopo l'applicazione delle misure di contenimento della malattia. Lo rivela il monitoraggio sull'attuale fase dell'epidemia da Covid-19 in Italia, nel Report settimanale delle Regioni a cura della Cabina di regia (ministero della Salute e Istituto superiore di sanità), con una analisi dei dati relativi al periodo 31 agosto-6 settembre 2020. "Nel periodo 20 agosto - 2 settembre 2020 l'Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1.14". "Sebbene possa non essere intuitivo, i due dati - chiarisce l'Iss - non sono in contraddizione ma danno informazioni complementari".

I due indicatori sono calcolati su dati leggermente diversi. Anche in questa settimana di monitoraggio sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione da SARS-CoV-2 in tutte le Regioni/PPAA. "Quindi - conclude l'Iss - il calcolo dell'Rt è relativo ad una parte della curva e ad un periodo temporale 'sfalsato' di circa 1 settimana". "Questo sta comportando anche una trasmissione dalla popolazione più giovane a quella più fragile o anziana, soprattutto all'interno della famiglia, che si riflette anche in un maggiore impegno dei servizi ospedalieri". I campioni prelevati sono stati 17.986. L'indice Rt dice che, nonostante sia osservato un aumento continuo dei casi totali da metà luglio, al netto dei casi asintomatici identificati attraverso attività di screening/tracciamento dei contatti e dei casi importati da stato estero vi è stata stabilizzazione e solo recentemente un lieve aumento della trasmissibilità.

"Sebbene il numero di casi riportato giornalmente sia numericamente simile a quanto riportato alla fine di febbraio 2020, la fase epidemiologica è completamente diversa con casi diagnosticati quasi esclusivamente in sintomatici ed un Rt stimato ad oltre 2". "A livello nazionale, il tasso di occupazione in campo medico è passato dall'1 al 2% mentre il tasso di occupazione in terapia intensiva è passato dal 2% al 3%, con valori superiori al 5% per alcune regioni. non essendo stato ancora individuato alcun segnale di sovraccarico dei servizi sanitari, il trend osservato potrebbe tradursi in un maggiore impegno in breve tempo ". È quindi necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali, continuare a rafforzare la consapevolezza e la compliance della popolazione al rispetto delle misure di controllo, realizzare la ricerca attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l'isolamento dei casi, la quarantena dei loro contatti stretti.

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