Confesercenti lancia l'allarme: "-34 milioni di turisti, Venezia maglia nera"

Città d'arte deserte centri storici senza turisti Confesercenti lancia l'allarme

Città d'arte deserte centri storici senza turisti Confesercenti lancia l'allarme

Ma non si tratta solo del capoluogo lombardo: i numeri sono preoccupanti anche nelle altre maggiori città d'arte come Roma, Venezia, Firenze e Torino. Alla flessione dei turisti stranieri - non compensati dagli italiani, che hanno preferito mete balneari e borghi - va sommato il contributo negativo derivante dal permanere di una quota elevata di lavoratori ancora in smartworking. Si stima, infatti, che il drastico calo dei visitatori, causerà una perdita di circa 7 miliardi di euro di cui 4,9 milioni a carico dei settori alloggio, ristorazione, attività commerciali e servizi. Secondo le previsioni di Tourism economics si parlerebbe di un ammanco di circa 900 milioni di euro in meno rispetto agli anni precedenti e 4 milioni di turisti in meno.

Milano Post è edito dalla Società Editoriale Nuova Milano Post S.r.l.s, con sede in via Giambellino, 60-20147 Milano. A Firenze le perdite di attesteranno su meno 5 milioni di presenze e meno 1,2 miliardi circa dei consumi.

A rivelarlo è uno studio pubblicato da Confesercenti e basato su elaborazioni condotte partendo dalle previsioni di Tourism Economics.

La maglia nera va a Venezia: per la millenaria Serenissima, simbolo del turismo Made in Italy e solitamente tra le mete più ambite a livello globale, si prevede una diminuzione di -13,2 milioni di presenze, per un totale di tre miliardi di euro di spesa turistica perduta.

A Torino, invece, si stima un calo di oltre 800mila presenze e di 186 milioni di euro di spese turistiche in meno. Una quota destinata a non diminuire troppo fino alla fine dell'anno, visto il prolungarsi dello stato di emergenza e le incertezze complessive. Nella città che diede i natali a Dante le case per turisti affittate tramite Airbnb, Homeaway, Booking, come tutto il settore del turismo, sono state congelate dagli effetti dell'epidemia e non va meglio ai musei, dove gli ingressi dovranno essere in ogni caso contigentati per rispettare il distanziamento sociale. L'assenza dai luoghi di lavoro sta causando perdite per circa 250 milioni di euro al mese per spese destinate ad alloggi e ristorazione. Qui il combinato disposto di frenata dei viaggiatori e allungamento del lavoro agile rischia di far saltare i sistemi imprenditoriali locali. Soprattutto quelli legati alla spesa turistica: "dai ristoranti ai bar, fino ai negozi dei centri storici".

"E' una situazione di gravità eccezionale, che richiede misure straordinarie", prosegue De Luise. I centri storici sono i più penalizzati: si pensa a delle "zone franche" con un taglio delle tasse per chi opera in queste aree.

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