Cattolica, perquisizioni e tre avvisi di garanzia dopo l'assemblea

La Gdf, che aveva già sequestrato documenti lo scorso dicembre, si è presentata nella sede di Cattolica subito dopo la fine dell'assemblea di venerdì.

L'assemblea di Cattolica, riunitasi oggi, ha approvato, con il voto favorevole e con la ampia percentuale di circa il 71% degli aventi diritto, le modifiche dello statuto secondo il testo proposto dal Consiglio di Amministrazione, e, con la percentuale di circa il 71% degli aventi diritto la proposta di trasformazione in società per azioni e conseguente adozione di un nuovo testo statutario.

Da parte sua, in un comunicato, il gruppo Cattolica ribadisce la "assoluta correttezza e regolarità delle operazioni assembleari oggetto dell'indagine", specificando che le due riunioni svolte nel 2020 su cui sono in corso accertamenti "sono avvenute con l'intervento di un rappresentante designato indipendente, Computershare Spa, e quindi attraverso meccanismi di raccolta e di voto soltanto informatici e senza il coinvolgimento della società e di sue strutture, donde l'impossibilità per queste di intervenire o incidere sul voto espresso dai soci". Ora "si potrà dare luogo a quanto previsto dall'accordo quadro con le Assicurazioni Generali". L'ingresso delle Generali fa seguito alle richieste dell'Ivass, l'authority sulle assicurazioni, che ha chiesto alla compagnia veronese di raccogliere in tempi brevi almeno 500 milioni di euro per rafforzare la propria solidità patrimoniale. Resta sullo sfondo il ricorso al Tribunale di Venezia presentato da 34 soci dissidenti che hanno impugnato la delibera relativa all'aumento di capitale (udienza il 17 agosto). L'intesa peraltro indica tra le condizioni sospensive dell'aumento riservato l'impugnativa dell'assemblea sulla spa.

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