Usa, indagine antitrust: ascoltati anche Bezos e Zuckerberg

Il giorno successivo alla griglia del Congresso le grandi scorte tecnologiche aggiungono $ 250 miliardi

Top News Il giorno successivo alla griglia del Congresso le grandi scorte tecnologiche aggiungono $ 250 miliardi By Izer Luglio 31 2020

A questo si aggiungono le presunte violazioni della privacy dei rispettivi utenti.

Sommessamente aggiungerei una notizia che risale all'autunno scorso e che riguarda la fornitura di cellulari cinesi al nostro Ministero della Difesa che li aveva immediatamente sostituiti con altra dotazione, nel dubbio, nel sospetto o nella certezza che fossero taroccati per trasmettere dati e segreti militari dalla nostre inconsapevoli Forze armate al Paese fornitore: notizia durata un giorno sui quotidiani e mai più ripresa.

Nonostante i ritardi e i problemi tecnici di collegamento, si è conclusa dopo quasi 5 ore e 30 di dibattito, la storica udienza a Washington che ha visto Jeff Bezos di Amazon, Tim Cook di Apple, Mark Zuckerberg di Facebook e Sundar Pichai di Alphabet e Google apparire davanti ai membri dell'antitrust statunitense, per affrontare intense interrogazioni da parte della commissione su mercato e questioni antitrust. Le autorità di regolamentazione negli Stati Uniti e in Europa hanno esaminato attentamente le relazioni di Amazon con le aziende che vendono sul suo sito e se il gigante dello shopping online ha utilizzato i dati dei venditori per creare i propri prodotti con il marchio del distributore.

"Queste società così come sono oggi hanno il potere di monopolio", ha dichiarato il rappresentante David Cicilline del Rhode Island, che sta conducendo un'indagine annuale della Camera sulle società.

A Capitol Hill qualcuno l'ha definito l'evento dell'anno, seppur virtuale. "Ma non posso garantirvi che quella politica non è stata violata", ha aggiunto il numero di Amazon. "Non ci sono garanzie che questi valori vinceranno".

Ai fautori del digitale 'costi-quel-che-costi' va ricordato che può essere un grande passo avanti per l'umanità, in tema di lavoro, salute, comunicazione, formazione, energie rinnovabili e strategie green.

Bezos, Zuckerberg, Cook e Pichai - interpretando alla perfezione il loro ruolo (non poteva essere altrimenti) - hanno negato qualsiasi pratica scorretta da parte delle aziende da loro rappresentate di fronte alle accuse mosse di volta in volta, arrivando a negare l'evidenza, per niente turbati dal fatto di cadere nel ridicolo. "Crediamo nella democrazia, nella libertà di espressione, nella competizione e nell'inclusione su cui si basa l'economia americana", spiega Zuckerberg basandosi sul testo del discorso che pronuncerà.

Ma l'elenco delle 'lamentele' verso Big Tech è lungo e variegato.

Alle accuse, gli amministratori e fondatori delle quattro aziende hanno risposto inviando delle dichiarazioni scritte a giustificazione del loro operato e sottoponendosi alle domande dei legislatori Usa ed a quelle di alcune persone invitate per far conoscere le loro esperienze e comprovare gli abusi di cui sono stati testimoni.

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