Paolo Bonolis, bufera su Ciao Darwin: gravi accuse di razzismo

Ciao Darwin, lo show di Paolo Bonolis accusato di razzismo – il tweet virale dall’estero

“A Ciao Darwin affogano una straniera nera mentre gli italiani applaudono!” – esplode la polemica e l’autore risponde

Fabio Filisetti è il nome del mistico che stasera sarà tra i protagonisti della puntata in replica di Ciao Darwin, in onda su canale cinque in prima serata con Paolo Bonolis. Le hanno sollevate due noti economisti stranieri, David Adler e Yanis Varoufakis.

Per Laurenti, la moglie gli fornisce quell'equilibrio necessario e giusto, per cui può affrontare il pubblico che sia quello di "Ciao Darwin" come è avvenuto in queste settimane oppure di "Avanti un altro" con le repliche del preserale mentre intrattiene i telespettatori scherzando e fraternizzando con l'amico di sempre, Bonolis.

Le accuse (grottesche) di razzismo piovute su Paolo Bonolis e Mediaset per Ciao Darwin producono la reazione ironica ma veemente di uno degli storici autori dello show di Canale 5, Marco Salvati. La paternale arriva dall'account di David Adler, economista originario di Los Angeles, coordinatore delle proposte politiche del movimento transnazionale e paneuropeo DIEM25 e fondatore dell'associazione Progressive International. "Il tutto osservato da due uomini con un completo e da una donna silenziosa in bikini".

A volte si è parlato di dissapori tra i due come quando si raccontò che, durante un'intervista che Paolo Bonolis rilasciò a Maurizio Costanzo non citò mai Luca Laurenti e quest'ultimo rimase così tanto offeso che i due non si sono più rivolti la parola per anni.

Marco Salvati, storico autore dei programmi di Bonolis, ha risposto al tweet di Adler scrivendo: "Mi dispiace che tu abbia perso la parte migliore, quando uccidiamo tutti i concorrenti che hanno perso, senza distinzione tra bianchi e neri". Sempre su Twitter l'ex ministro greco ha invocato l'intervento del movimento attivista Black Lives Matter, costituitosi all'interno della comunità afroamericana e di nuovo oggetto di attenzione e di azioni dimostrative di vario tipo dopo la morte di George Floyd a Minneapolis a fine maggio. Ai bambini a casa piace!

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