Razzismo, anche Coca Cola ‘boicotta’ Facebook e altri social media

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Dopo Coca-Cola, anche Starbucks ha annunciato che sospenderà la pubblicità su tutti i social, pur non aderendo formalmente alla campagna Stop Hate for Profit, un'iniziativa che chiede appunto alle aziende di non investire su Facebook per tutto il mese di luglio.

Roma, 28 giu - La Coca Cola si unisce al boicottaggio di Facebook e degli altri social. Il noto marchio ha deciso quindi di aderire alla campagna Stop Hate for Profit, che ha coinvolto tantissime aziende di primo piano sul panorama internazionale. Coca Cola e Verizon hanno speso lo scorso anno in pubblicita' social oltre 22 miliardi di dollari a testa, il gigante anglo-olandese Unilever oltre 42 milioni, Honda America 6 milioni, mentre i jeans Levi's hanno sborsato 2,8 milioni.

Anche la Coca Cola sospenderà per i prossimi trenta giorni ogni pubblicità sui social network per protesta contro il razzismo: "Non c'è alcun posto per il razzismo nel mondo e non c'è alcun posto per il razzismo sui social", ha spiegato il Ceo James Quincey in un breve comunicato. "Sappiamo -conclude il portavoce di Fb- di avere ancora molto lavoro da fare e continueremo a collaborare con i gruppi per i diritti civili, il Garm e altri esperti per sviluppare ancora più strumenti, tecnologie e policy per continuare questa lotta". E d'altronde lo stesso patrimonio del patron del social, stando all'indice redatto da Bloomberg, è sceso a 82,3 miliardi, facendo seguito al pessimo rendimento del valore di mercato del social che ha lasciato sul campo ben 56 miliardi di dollari negli ultimi tempi.

Zuckerberg ha tentato di difendersi e, per fermare la fuga delle pubblicita', ha annunciato che Facebook inizierà a 'etichettare' e segnalare tutti i post che includono informazioni legate alle elezioni con un link, allo scopo di incoraggiare gli utenti a verificare i fatti.

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