Istat: crolla spesa famiglie, balzo risparmi

Istat, le famiglie italiane sono sempre più povere: a inizio 2020 il reddito è calato dell’1,6%

Istat, cresce la pressione fiscale. Diminuisce il potere d’acquisto delle famiglie

La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è, infatti, stimata al 12,5%, in rialzo di 4,6 punti percentuali rispetto al quarto trimestre 2019. Nei primi mesi dell'anno il reddito disponibile delle famiglie consumatrici, si legge nel report, è sceso dell'1,6% e la spesa per i consumi finali è crollata del 6,4%, complice anche il lockdown. Nel primo trimestre 2020, secondo l'Istat, il rapporto tra deficit e Pil è pari al 10,8%. Un aumento di 0.5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il saldo corrente e il saldo primario delle AP (Amministrazioni Pubbliche) sono negativi, entrambi con un'incidenza sul Pil del -7,8% rispettivamente, -4,1% e -4,2% nel primo trimestre del 2019. In particolare nell'industria l' indice di fiducia del settore manifatturiero sale da 71,5 a 79,8 e nelle costruzioni aumenta da 108,4 a 124,0. I prezzi sono rimasti stabili, ma il potere d'acquisto delle famiglie è diminuito dell'1,7% nei primi tre mesi del 2020 rispetto agli ultimi tre del 2019. La spesa delle famiglie consumatrici è così crollata del 6,4% rispetto all'ultimo trimestre dell'anno scorso, il tonfo più ampio mai segnato dall'inizio della serie storica.

Le stime effettuate con i dati raccolti a giugno 2020, spiega Istat in una nota, indicano un miglioramento, rispetto al mese di maggio 2020, sia dell'indice del clima di fiducia dei consumatori, che possa dal 94,3 a 100,6, sia dell'indice composito del clima di fiducia delle imprese che dal 52,7 si attesta a 65,4. A fronte della brusca contrazione della spesa per consumi finali delle famiglie legata alle misure di contenimento, è aumentato considerevolmente il tasso di risparmio. Si tratta dello 0,5% in più rispetto allo stesso trimetsre del 2019. "Anche le misure di finanziamento degli ammortizzatori sociali e dei sostegni al reddito, pur con tutti i limiti, hanno avuto l'effetto di ridimensionare i timori delle famiglie che hanno potuto contare su forme di assistenza". I dati riportati dall'Istat sulla povertà parlano chiaro. Quella attuale resta una fase di transizione verso una nuova normalità densa di incognite. Le controversie del governo tuttavia non fanno sperare per il meglio. Passando al crollo dei consumi - prosegue - "la speranza e' che dipenda solo dalla chiusura dei negozi e non dal minore potere d'acquisto, perché allora la riapertura delle attività non porterebbe a quel rimbalzo dei consumi tanto atteso da tutti". Questa è la sfida che l'esecutivo Conte è chiamato a vincere.

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