Ecobonus e sismabonus: l'Agenzia delle Entrate estende l'ambito applicativo

Ora rientrano nell'agevolazione anche imprese e società di costruzione e locazione, a prescindere dalla qualificazione degli immobili come "strumentali", "beni merce" o "patrimoniali". È stato conseguentemente escluso il riconoscimento del beneficio in esame ad una società esercente attività di pura locazione, in relazione ad interventi eseguiti su immobili adibiti alla locazione abitativa, poiché costituenti "l'oggetto dell'attività esercitata e non cespiti strumentali". La motivazione di una tale circoscrizione era motivata dal fatto che la norma madre avrebbe voluto "promuovere il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici esistenti attraverso un beneficio da riferire esclusivamente agli utilizzatori degli immobili oggetto degli interventi e non anche ai soggetti che ne fanno commercio".

Lo ha stabilito l'Agenzia delle Entrate nella Risoluzione n. 34/E/2020 del 25 giugno, avente ad oggetto "Detrazioni per riqualificazione energetica (cd. ecobonus) e per interventi antisismici (cd. sisma bonus) - Applicabilità agli interventi eseguiti da titolari di reddito di impresa su immobili diversi da quelli strumentali".

Secondo l'Agenzia delle Entrate "si deve ritenere che la detrazione fiscale per interventi di riqualificazione energetica, di cui all'articolo 1, commi da 344 a 347, della legge n. 296 del 2006 (e successive proroghe e modificazioni), spetti ai titolari di reddito d'impresa che effettuano gli interventi su immobili da essi posseduti o detenuti, a prescindere dalla qualificazione di detti immobili come "strumentali", "beni merce" o "patrimoniali"".

Aderendo a questi principi, l'Agenzia si allinea e, per ragioni di coerenza sistematica, li estende al sisma-bonus (articolo 16, comma 1-bis e seguenti, Dl n. 63/2013). Tale estensione vale anche per il sismabonus, le cui condizioni di accesso sono le stesse dell'ecobonus.

Altre Notizie