Bonus vacanze, ecco il codice per richiederlo

Bonus vacanze codice tributo F24 per compensazione e cessione dello sconto

25 giugno 2020

Il codice tributo è stato istituito con la risoluzione n. 33 del 25 giugno 2020, e proprio come il bonus vacanze sarà valido a partire dal 1° luglio 2020.

Tramite il codice tributo "6915" le strutture ricettive che hanno aderito all'iniziativa del decreto Rilancio possono recuperare in compensazione il credito. E' operativo a decorrere dal 1° luglio 2020. Il restante 80% è lo sconto immediato del bonus vacanze per il turista, che deve rivolgersi alla struttura senza intermediazione alcuna di agenzie di prenotazione online (le uniche ammesse sono agenzie di viaggio e tour operator) e con il quale si potrà risparmiare fino 150 euro per nuclei formati da un solo componente, 300 euro per le coppie e 500 euro per famiglie di minimo tre persone.

L'Agenzia delle Entrate, oggi 25 giugno, pubblica il codice tributo per il recupero dello sconto applicato per il bonus vacanze e le istruzioni e modalità di compensazione con modello F24, anche in caso di cessione del credito. Resta sempre obbligatorio emettere fattura o documento commerciale. Al momento del pagamento, per attivare il bonus vacanze la struttura aderente dovrà verificare la validità dello stesso nell'area riservata dell'Agenzia delle Entrate, e attendere il giorno lavorativo successivo per recuperare l'importo anticipato sotto forma di credito d'imposta, dopo averlo richiesto con modello F24.

E il turista? Come richiedere il bonus vacanze 2020?

In sede di compilazione del modello di pagamento F24, ai fini dell'utilizzo in compensazione del credito d'imposta, il codice tributo è esposto nella sezione "Erario", in corrispondenza delle somme indicate nella colonna "importi a credito compensati", ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell'agevolazione, nella colonna "importi a debito versati".

Le regole generali relative al bonus vacanze 2020 sono state fornite dall'Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 17 giugno 2020. Il credito d'imposta utilizzato in compensazione non può eccedere l'importo disponibile, tenuto conto delle fruizioni già avvenute o in corso e delle eventuali cessioni del credito a soggetti terzi, pena lo scarto del modello F24.

- in alternativa all'utilizzo in compensazione, il credito d'imposta può essere ceduto dai fornitori, anche parzialmente, a soggetti terzi anche diversi dai propri fornitori di beni e servizi, nonché ad istituti di credito o intermediari finanziari.

Il Decreto Rilancio ha previsto il credito di imposta per le locazioni ad uso non abitativo anche per gli enti del terzo settore.

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