MINNEAPOLIS - Hamilton: "Silenzio della F1, è dominata dai bianchi"

George Floyd, Lewis Hamilton e le bordate sulla Formula 1:

Morte George Floyd, Hamilton: “Sono sopraffatto dalla rabbia”

Parole che hanno risvegliato le coscienze di alcuni piloti che, rispondendo alle sollecitazioni di Lewis Hamilton su George Floyd, hanno superato la cortina del silenzio esprimendo il loro pensiero di condanna per quanto accaduto a Minneapolis. L'ennesimo caso di razzismo e violenza da parte di chi dovrebbe difendere e vigilare ha fatto scoppiare rivolte, proteste pacifiche e ogni forma di risposta da parte degli afroamericani, ormai stufi di vivere con il terrore addosso.

"Vedo quelli di voi che stanno zitti, alcuni di voi sono delle superstar, eppure state in silenzio in mezzo all'ingiustizia" - è la riflessione del campione anglo caraibico, primo campione di colore nella storia di questo sport dominato dalle storiche èlite. Non è un segno da nessuno nel mio settore che ovviamente è uno sport a predominanza bianca. Solo in questo momento, in cui il mondo è pieno di videocamere, la questione è emersa in modo così lampante.

Parole, anche queste, per una F1 votata al cambiamento. Questa non è solo l'America: è il Regno Unito, la Spagna, l'Italia e dappertutto: devono cambiare la maniera in cui vengono trattate le minoranze e il modo in cui educate le persone dei vostri paesi su uguaglianza, razzismo e classismo. La tolleranza è un principio fondamentale del nostro team, ci sentiamo arricchiti in ogni forma.

Hamilton è l'unico pilota di colore in Formula 1 ed ha criticato il mondo della F1 e i suoi compagni piloti, per non aver parlato minimamente di ciò che era successo. Le persone di diverse razze, culture, religioni e filosofie di vita sono le benvenute. "Siamo molto dispiaciuti di quanto sta accadendo e speriamo la situazione possa presto risolversi". "Per questo non l'ho fatto in questi giorni". Il razzismo deve essere affrontato con azioni, non con il silenzio.

Ecco il pensiero dell'altro pilota Williams, George Russell: "Come ha scritto Charles Leclerc, non sono a mio agio nel condividere certi pensieri pubblicamente". Prego tutti di essere partecipativi e attivi, di incoraggiare gli altri nel sensibilizzare. E' nostra responsabilità quella di parlare contro le ingiustizie. "Non rimaniamo in silenzio". "Siamo tutti uguali! Non siamo nati con il razzismo e l'odio nei nostri cuori, ci viene insegnato dalle persone che guardiamo".

Sono giorni di fuoco e proteste negli Stati Uniti d'America, dopo l'ignobile assassinio di George Floyd da parte di un agente di polizia bianco.

Altre Notizie