Mediobanca, Del Vecchio vuole salire al 20%

Mediobanca il piano di Del Vecchio rafforzare la banca e le Generali

Mediobanca, Del Vecchio vuole salire fino al 20%

Repubblica, nel fine settimana, ha svelato la richiesta che la holding lussemburghese di mister Luxottica, la Delfin, ha depositato alla Bce - per il tramite di Bankitalia - per salire fino al 20% della banca d'affari.Una nota di prima mattina ha confermato che la Delfin lo scorso 29 ha depositato presso la Banca d'Italia l'istanza per l'autorizzazione a incrementare la partecipazione detenuta in Mediobanca sopra la soglia del 10% del capitale per portarsi al 20%. "Il procedimento autorizzativo, salvo sospensione, ha una durata massima di 60 giorni lavorativi dalla data dell'avviso di ricevimento della notifica da parte della Banca d'Italia", si dettaglia nella nota. Del Vecchio spinge da tempo perché la compagnia cresca, anche con acquisizioni per le quali potrebbe essere necessario un aumento di capitale, finora mai effettuato.

Le motivazioni dell'iniziativa esposte alla Bce, secondo il quotidiano, sarebbero molteplici: ridare alla banca un azionariato forte, garantire stabilità alla società con un socio importante e creare un "grande polo finanziario".

Le mire espansionistiche di Leonardo Del Vecchio su Mediobanca scaldano la speculazione intorno al titolo dell'ex salotto buono della finanza italiana. Mediobanca ha a sua volta il 13% di Generali, e Del Vecchio sta così costruendo il futuro dell'istituto triestino. E Giulio Centemero (Lega) avvisa: "Non possiamo perdere nostri asset strategici, vanno valorizzati".

"Se Del Vecchio usa Mediobanca come porta d'accesso per il controllo di Generali lo deve esplicitare, e deve chiarire come sarà dopo di lui la governance di Delfin", commenta l'economista Stefano Caselli.

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