Lombardia, calano positivi e ricoverati. In provincia di Como 14 nuovi contagi

Milano contagi coronavirus

Lombardia, più morti che in Cina. Ho perso anche mia madre. Gallera e Fontana, dimissioni

Percentuale che sale al 29% nel bergamasco, al 17% nel Bresciano, e che si attesta al 9% a Milano.

L'assessore Giulio Gallera traccerà il quadro della situazione. Sono in diminuzione i ricoverati in terapia intensiva (207, 19 in meno) e negli altri reparti (4.028, 91 meno di ieri). I decessi sono stati 57, con un totale arrivato a 15.784. "Dato che la cosa si sta ripetendo da giorni e settimane inizio a pensare che oltre a una questione di carattere politico ci possa essere anche qualcosa nei confronti di una Regione che si è sempre evidenziata per la sua capacità di affrontare i problemi, di essere all'avanguardia nell'innovazione e nella ricerca e questo mi lascia amareggiato". Il 30% dei positivi è all'interno delle Rsa, tutti curati in aree separate. L'unica regione con il tasso di contagio Rt superiore a 1 è la Val d'Aosta (1,06), mentre quella con l'indice più basso è la Calabria con 0,17. Purtroppo - ha sottolineato Fontana - ci sono ancora piccole sacche, ci sono alcune attività sulle quali non riusciamo ad avere una convinzione sufficiente: "troppi apericena, troppi bar sommersi di persone e questo non va assolutamente bene". "L'indice di contagiosità cambia su base settimanale - ha precisato Brusaferro - è un valore importante per capire la capacità del sistema di controllare gli scostamenti della curva epidemica". Sono 59.322: di cui 595 sono in cura presso le terapie intensive, 8.957 sono persone ricoverate con sintomi e 49.770 persone, pari all'84% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. "Abbiamo un'Italia a più velocità e il livello di ripartenza è diverso se si parte da zero casi o da un centinaio o un migliaio di casi", ha osservato Brusaferro. Resta però fondamentale mantenere e rispettare tutte le misure di sicurezza. Scoprendo che solo il 34% delle persone messe in quarantena e il 13,5% del personale sanitario (il 6,9% nel territorio dell'ATS Insubria) ha sviluppato gli anticorpi al Covid. Una dimensione meno allarmante di quella che i cittadini credevano di avere.

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