Contagio in ufficio: infortunio senza responsabilità automatica

Contagio da Covid e responsabilità datore di lavoro «Serve una norma»

Contagio in ufficio: infortunio senza responsabilità automatica

Le categorie dei tecnici della salute (il 70% sono infermieri) e dei medici che hanno contratto il coronavirus sul lavoro sono quelle più colpite dai decessi, con il 15,5% dei casi codificati per entrambe, seguite da quelle degli operatori socio-sanitari (10,7%), dagli impiegati amministrativi con l'8,3% e degli operatori socio-assistenziali (6,0%).

Ma "il rispetto delle misure di contenimento, se sufficiente a escludere la responsabilità civile del datore di lavoro - si legge ancora nella circolare - non è certo bastevole per invocare la mancata tutela infortunistica nei casi di contagio da Sars-Cov-2, non essendo possibile pretendere negli ambienti di lavoro il rischio zero. Se l'Inail ha fornito una prima parziale risposta positiva, ora serve una norma che stabilisca tale principio".

"Il riconoscimento dell'origine professionale del contagio da Covid-19 non ha alcuna correlazione con i profili di responsabilità civile e penale del datore di lavoro nel contagio".

Nella circolare si precisa che "le patologie infettive (vale per il COVID-19, così come, per esempio, per l'epatite, la brucellosi, l'AIDS e il tetano) contratte in occasione di lavoro sono da sempre inquadrate e trattate come infortunio sul lavoro poichè la causa virulenta viene equiparata alla causa violenta propria dell'infortunio, anche quando i suoi effetti si manifestino dopo un certo tempo".

In altre parole, la responsabilità datoriale per infortunio va attentamente indagata ed accertata, attraverso la dimostrazione del dolo o della colpa del datore di lavoro, i cui criteri sono pertanto differenti da quelli previsti per il riconoscimento del diritto alle prestazioni assicurative. Di conseguenza, l'ammissione alla tutela dell'Istituto non ha alcun rilievo in sede penale e civile. "Bisogna ribadire - aggiunge Leonori - che questo virus è un rischio biologico generico che riguarda l'intera popolazione e pertanto le responsabilità improprie e i conseguenti rischi di ingiustificato contenzioso, non possono essere addossate ai datori di lavoro. La precisazione dell'Inail va sicuramente nella giusta direzione ma, alla luce della molteplicità delle modalità del contagio e la mutevolezza delle prescrizioni da adottare sui luoghi di lavoro, oggetto di continuo aggiornamento da parte delle autorità, non basta".

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