Contributi fondo perduto professionisti iscritti agli ordini, la protesta per l’esclusione

Partite Iva con cassa autonoma: dimenticate dai nuovi bonus

Dl Rilancio in "Gazzetta": confermata l'indennità di 600 euro per i professionisti

L'ultima bozza del decreto Rilancio opera restrizioni non indifferenti alla platea di beneficiari dei contributi a fondo perduto.

Sono esclusi da questo contributo a fondo perduto, le partite IVA e professionisti, collaboratori subordinati, lavoratori nell'ambito dello spettacolo e tutti coloro che hanno usufruito del bonus di 600 euro ricevuto a metà aprile e relativo al mese di marzo 2020. Nessuno di loro è stato inserito tra quanti possono richiedere i vari bonus o i contributi a sostegno della propria attività.

Mentre il decreto "Rilancio" langue in qualche cassetto in attesa di pubblicazione a ben sei giorni dalla sua presentazione "urbi et orbi" da parte del premier Giuseppe Conte, scartabellando tra le settecento pagine del documento mostre composto da oltre 240 articoli si scoprono gli altarini della maggioranza di governo più a sinistra della storia repubblicana, con l'esclusione dei professionisti ordinistici dall'erogazione dei contributi a fondo perduto.

I professionisti da tempo lamentano la scarsa attenzione del mondo politico alle difficoltà che si trovano ad affrontare a causa del Covid-19.

Una beffa secondo i commercialisti che chiedono ora interventi di modifica durante l'iter di conversione in legge del decreto n. 34/2020.

Si ricorda che le imprese con i requisiti necessari per essere beneficiari del contributo a fondo perduto, devono presentare l'autocertificazione di regolarità antimafia e ovviamente non essere sottoposto a misure di prevenzione.

Il malcontento dei professionisti è forte, come dimostra il comunicato congiunto diramato il 19 maggio 2020 dalle associazioni dei commercialisti ADC - AIDC - ANC - ANDOC - FIDDOC - SIC - UNAGRACO - UNGDCEC - UNICO.

L'esclusione dei professionisti con Cassa autonoma (tra cui Dottori Commercialisti, Medici, Ingegneri, Avvocati) riguarda più di un milione di partite IVA, ed il malcontento è evidente anche dai commenti pubblicati sui social dalle diverse categorie.

L'auspicio è che ora sia il Parlamento, nel corso dell'iter di conversione del decreto Rilancio, a correggere la norma, eliminando la discriminazione contenuta nel decreto Rilancio per i professionisti con Cassa.

Si allunga infatti l'elenco degli esclusi dal contributo a fondo perduto del 10%, 15%, 20%: già nelle precedenti versioni del provvedimento erano esclusi i professionisti con reddito inferiore a 50.000 euro, poiché destinatari del reddito di ultima istanza istituito dal decreto Cura Italia.

Bonus per professionisti anche per aprile e maggio Il Decreto Rilancio, all'art. L'importo per ciascuno dei due mesi è di 600 euro. Giacché la dotazione del fondo viene condivisa con i lavoratori dipendenti, occorre che venga indicata, relativamente alla nuova iniezione di risorse, quale quota è destinata ai professionisti iscritti alle casse private.

Il decreto Rilancio, la cui pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dovrebbe avvenire ormai a breve, cambia di nuovo le regole in fatto di finanziamenti a fondo perduto, stavolta escludendo non solo le partite IVA iscritte agli ordini, ma anche i lavoratori dipendenti. Così come previsto dal "decreto Rilancio" approvato ieri sera.

Un auspicio per il quale non resta che attendere.

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