Immuni: come’è e come funziona l’app per il tracciamento del Coronavirus

App Immuni

App Immuni

Dopo settimane di incertezze, il Ministero dell'innovazione ha pubblicato sulla piattaforma Git Hub un documento dettagliato che spiega meglio - anche se in inglese - il funzionamento tecnico dell'app Immuni, che è stata scelta dal governo per tracciare il contagio da Covid-19 in Italia, al fine di contenere l'epidemia e prevenire la formazione di nuovi focolai d'infezione.

L'azienda sviluppatrice di Immuni ha rilasciato un documento ufficiale nel quale è possibile leggere tutte le varie funzioni e caratteristiche dell'app che ci accompagnerà nella Fase 3 dell'emergenza coronavirus.

Il download di Immuni sarà gratis per smartphone Android e iOs, mentre in un primo momento non sarà disponibile per altri dispositivi molto meno diffusi, come i Windows phone.

L'app Android sarà compatibile con tutti i dispositivi a partire dalla versione 6.0 e necessiterà dei Google Play Services aggiornati alla versione 20.18.13 o superiori. Discorso a parte, ma che deve viaggiare in parallelo ad app e tamponi (che a loro volta devono essere collegati, come ha ricordato il Copasir nella sua relaziona inviata al Parlamento), è quello della gestione dei dati sanitari. La schermata successiva dice: "Immuni ha rilevato che due giorni fa (nell'esempio) hai avuto l'ultimo contatto con un utente positivo al Covid-19". Per i primi verrà richiesta l'attivazione (imprescindibile per farla funzionare) della geolocalizzazione, anche se Google ha assicurato che non verranno acquisite le informazioni relative. L'app riesce così a tenere traccia del contatto avvenuto "ma non può conoscere l'identità né dove vi siete incontrati".

Ogni giorno sarà generato un codice temporaneo e casuale identificativo di un singolo smartphone. Secondo quanto si legge nel documento, "una volta installata e configurata su un dispositivo, l'app genera una chiave temporanea che cambia quotidianamente". Quando un altro dispositivo su cui è installata l'app riceve il segnale, registrerà l'identificatore di prossimità localmente, sulla memoria. "Se sei entrato in contatto con un utente in seguito risultato positivo al virus, Immuni ti notifica e ti fornisce indicazioni per proteggere la tua salute e quella dei tuoi cari".

Ma per quanto riguarda i contatti che gli utenti avranno con altre persone, nel corso della loro giornata, viene sottolineato che "Immuni non avrà alcun modo di determinare se si siano verificate più esposizioni in diversi giorni tra gli stessi telefoni". Fatto che dunque esclude la possibilità di ricostruire un'eventuale frequentazione abitudinaria tra le persone.

Cosa succede, allora, quando una persona è entrata in contatto con un positivo al Covid-19? E' chiaro però che più larga è l'esposizione e più vicino è il contatto, maggiore è il rischio che si verifichi la trasmissione del virus. Sarà proprio da questo tipo di notifiche che dipenderanno le diverse contromisure di prevenzione che verranno indicate da parte degli operatori sanitari.

L'installazione e l'uso dell'app sarà facoltativo e gli utenti che la installeranno potranno decidere se condividere i propri dati e le segnalazioni di sintomi o di aver contratto il Coronavirus saranno su base volontaria.

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