"Non è un pedofilo", assolto il Australia il cardinale Pell

Il Cardinale George Pell

Il Cardinale George Pell

Innocente al di là di ogni ragionevole dubbio. E che, sebbene senza riferimenti diretti, risuonerà nella Via Crucis di venerdì prossimo, non al Colosseo, come da tradizione, ma sul sagrato di San Pietro, senza popolo: verrà letta anche la riflessione di un prete accusato di pedofilia e poi assolto (sono stato "costretto a dimostrare la mia innocenza, senza essere un colpevole, sono rimasto appeso in croce per dieci anni").

Era rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Barwon, in seguito alla sentenza emessa a dicembre del 2018 che lo ha riconosciuto colpevole di molestie sessuali nei confronti di chierichetti nella cattedrale di Melbourne 20 anni fa.

Il proscioglimento ha rimediato ad "una seria ingiustizia" ha detto il cardinale George Pell, commentando la sentenza dell'Alta Corte australiana che lo ha prosciolto rispetto alle accuse di pedofilia.

Alcune testimonianzeIn una dichiarazione diffusa poco dopo aver emesso la sua decisione, l'Alta corte giudica che la Corte d'appello del Victoria, che lo scorso agosto aveva confermato la sentenza di condanna a sei anni di Pell, "ha mancato di affrontare la questione se rimaneva una ragionevole possibilità che il reato non avesse avuto luogo". In un primo commento dopo la sentenza, l'ex tesoriere vaticano ha commentato che è stata "corretta una grave ingiustizia". Troppo debole la tesi dell'accusa - così ha ritenuto l'Alta corte - che si basava principalmente sulla testimonianza di uno delle due presunte vittime di Pell.

Nel giudizio, confermato in appello ad agosto 2019 dalla Corte suprema dello Stato di Victoria, i tre giudici si erano spaccati: due avevano ratificato la precedente condanna mentre il terzo aveva dato ragione al porporato.

Intanto, Papa Francesco, all'inizio della messa del mattino del 7 aprile, a Casa Santa Marta, ha riflettuto: "In questi giorni di Quaresima abbiamo visto la persecuzione che ha subito Gesù e come i dottori della legge si sono accaniti contro di lui: è stato giudicato sotto accanimento, con accanimento, essendo innocente". George Pell e ha ordinato che il cardinale fosse rilasciato dalla prigione. Su l'Espresso e nel libro "Lussuria", il giornalista Emiliano Fittipaldi, ha documentato come Pell abbia chiesto a famiglie distrutte di accettare, per chiudere definitivamente il caso nel civile, 30 mila euro o come il cardinale abbia accompagnato sottobraccio pedofili seriali come l'amico Gerald Ridsdale (condannato alla fine per aver violentato decine di bambini) in tribunale.

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