Ripresa delle attività? Forse nella seconda metà di maggio

"Se tutto andasse come sembra volere andare dovremmo ragionare per una graduale ripresa nella seconda metà di maggio". Anche se i numeri mostrano un rallentamento della curva dei contagi, non è il momento adesso di abbassare la guardia, per questo anche Galli crede che sia probabile un'ulteriore proroga del lockdown oltre il 14 aprile. "Mi piacerebbe dire il contrario ma sono settimane che sono convinto che queste misure finiranno per andare oltre", ha dichiarato.

Quando vedremo la luce?

"Programmare è necessario - ha concluso Galli - ma aprire troppo presto sarebbe un errore madornale". Per Galli "è veramente importante cominciare a capire quante persone, avendo già contratto l'infezione e sono guarite, possono tornare alle loro normali attività proprio perché non è verosimile che possano essere reinfettate dal virus in tempi brevi".

Tutto, per Galli, "dipende dalla capacità di non avere altri focolai nel Paese oltre la Lombardia. Concettualmente sono d'accordo. Resta sempre un problema, riguardante anche le altre regioni e il governo centrale: spesso saltano fuori indicazioni anche impositive senza la garanzia che le persone possano accedere al manufatto necessario". "Questo è fondamentale perché se ci ritrovassimo un' altra situazione lombarda ricominceremmo tutto da capo".

In merito alle attività produttive, "andrà fatta una programmazione per non intasare le disponibilità diagnostiche e per poter scaglionare nel tempo la possibilità di ripresa". "Questo conferma che il tampone è stato fatto quasi solo alle persone con infezione avanzata", ha sottolineato il primario infettivologo del Sacco a Skytg24 che continua ribadendo che "il quadro clinico delle persone registrate è decisamente impegnato". Dovremmo invece scaglionare nel tempo rispetto alla ripresa e partendo dalle funzioni vitali per determinate attività economiche e di servizio che devono essere riprese il più presto possibile.

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