Accordo tra Germania e Francia per Eurogruppo

Coronavirus,

Coronavirus, l'Eurogruppo trova l'accordo. Gentiloni: "L'Europa è solidarietà"

Ma purtroppo le speranze sono state riposte nello Stato sbagliato.

In vista dell'Eurogruppo di martedì, Francia e Germania hanno trovato uno schema di accordo sugli strumenti che l'Unione Europea dovrà usare per fare fronte alla crisi.

Secondo la bozza dell'accordo, visionata dall'agenzia tedesca Dpa, i ministri dell'Economia dei due Paesi, Le Maire e Scholz, si presenteranno con una posizione comune dando semaforo verde a tutte le misure a breve termine, incluso l'utilizzo del Mes con condizionalità molto alleggerite.

Il Consiglio di amministrazione della Bei (Banca europea per gli investimenti) ha deciso oggi di proporre all'Eurogruppo del 7 aprile la creazione di un fondo di garanzia di 25 miliardi che consentirà di offrire alle imprese europee liquidità per effettuare investimenti fino a circa 200 miliardi. Il commissario all'Economia Paolo Gentiloni questa mattina ospite della trasmissione radiofonica Circo Massimo è tornato a ribadire la necessità di fare presto, sottolineando che la discussione tra gli Stati Ue "è legittima ma non è adeguata alla fase che viviamo perché non dà soluzioni". Il pacchetto incasserà l'unanimità dei governi? L'idea è di avere un solo tipo di condizionalità, uguale per tutti, che leghi l'utilizzo degli aiuti all'emergenza. Così come è vero che un prestito pari al 2% del Pil del proprio Paese (ovvero quello riconosciuto dal Mes) potrebbe non bastare a rilanciare l'economia.

Le risorse di cui si parla, lo affermiamo per completezza d'informazione, non sono certo elevate in rapporto alla dimensione dell'emergenza, ma la capacità di spesa dell'Ue è da sempre limitata e vincolata alle risorse che, in prima battuta, le vengono affidate dagli stessi stati membri (cui si aggiungono le entrate sui dazi doganali). La proposta della Bei prevede la costituzione di un fondo di garanzia alimentato da 25 miliardi di euro messi a disposizione dagli Stati membri. Ma soprattutto c'è la pietra del contendere: la Francia propone un fondo finanziato con bond europei (o coronabond) a responsabilità congiunta fra i Paesi che investa per cinque o dieci anni nella ricostruzione industriale in Europa. Ciò consentirà all'istituto - che può vantare il miglior rating esistente, cioè la tripla A - di raccogliere capitali sul mercato a tassi ridottissimi se non negativi e prestarli poi a chi ne ha bisogno, con la compartecipazione di istituti nazionali come la Cassa depositi e prestiti, a tassi altrettanto vantaggiosi e con scadenze a lunghissimo termine.

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