Coronavirus Stati Uniti: niente terapia intensiva per i disabili

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Negli Stati Uniti il numero dei contagi da coronavirus aumenta sempre più e nelle ultime ore è stata registrata un'impennata di casi positivi nello Stato di New York. Se questa circostanza si verificasse i medici saranno chiamati a valutare la speranza di vita dei pazienti e a concedere i respiratori a chi ce l'ha più alta. Il rischio più grande è quello di portare a delle discriminazioni delle fasce più deboli e dei disabili.

Gli ospedali, negli USA, si preparano ad un'invasione di pazienti con difficoltà respiratorie e per questo i singoli Stati hanno deciso di fornire ai medici dei criteri guida per prendere le decisioni più difficili: scegliere a chi dare la possibilità di un respiratore e chi no. Il Michigan darà priorità ai lavoratori dei servizi essenziali. Le associazioni che si occupano della difesa dei diritti dei disabili si sono subito allarmate: Disability Rights Washington, Self-Advocates in Leadership, The Arc of the United States hanno già fatto causa allo Stato di Washington per impedire l'entrata in vigore dei criteri per l'accesso alle cure salvavita. Ma di "capacità cognitiva" o di "disturbo neurologico grave", come discrimine nella scelta, parlano anche gli altri documenti federali. Infatti, come riporta Avvenire, nel documento emanato in materia, si fa precisamente riferimento a persone con disabilità psichiche, i quali sarebbero i candidati improbabili per la respirazione assistita. "E hanno ragione, perché molti Stati lo affermano in modo abbastanza esplicito nei loro criteri", dice Ari Ne'eman, docente al Lurie Institute for Disability Policy dell'Università Brandeis e attivista, che il 23 marzo scorso ha pubblicato sul New York Times un commento dal titolo "I Will Not Apologize for My Needs" (non mi scuserò per i miei bisogni) in cui denuncia la situazione in cui potrebbero trovarsi i disabili e afferma che anche durante un'emergenza i dottori non devono sospendere il principio di non discriminazione.

In più, altro principio che desta preoccupazione, è la presenza nei fascicoli di alcuni stati di una regola "che impone una pressione inaudita". Vale a dire quella secondo cui si chiede a un paziente se, in caso di scarsità di respiratori, vuole usufruirne o lasciarlo a chi potrebbe avere più speranza di vita.

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