Coronavirus: morto Manu Dibango, star della musica africana

Il sassofonista Manu Dibango

Il sassofonista Manu Dibango

Il coronavirus si è portato via un'autentica leggenda della World Music. Dibango, 86 anni, è morto ieri sera a Parigi - ha confermato il suo management - in seguito a una infezione da Covid-19.

"Cari parenti, cari amici, cari fan, una voce si alza da lontano, è con profonda tristezza che vi annunciamo la scomparsa di Manu Dibango, il nostro Papy Groove, avvenuta il 24 marzo all'età di 86 anni, a causa del Covid 19". I funerali saranno celebrati in forma privata. Il più celebre quello di Michael Jackson che nella sua Wanna Be Startin' Something (brano di Thriller, il disco più venduto della storia) inserì - senza citarlo tra i crediti - il makossiano mantra "mama-ko-mama-sa-maka-makossa": un'incauta mossa che portò i due in tribunale e che si risolse prima della sentenza grazie ad un congruo assegno, accompagnato da tante scuse, staccato da Jacko e dal suo team a favore del Maestro.

Manu Dibango, nella sua lunga carriera, ha collaborato con molti artisti del panorama della world music, del pop e dell'afrobeat fra cui Fela Kuti, Herbie Hancock, Bill Laswell, Bernie Worrell, Ladysmith Black Mambazo, Sly and Robbie, Eliades Ochoa e anche con Jovanotti. Mancuso diventerà uno degli "inventori" della disco music così come la conosciamo, e "Soul Makossa" si trasformerà in un successo, preconizzando la moda della disco e influenzando innumerevoli musicisti e DJ a venire. Dibango, ha detto Durepaire, "è morto la mattina presto in un ospedale nella regione di Parigi".

Una sintesi della vita di questo straordinario personaggio che ha studiato musica in Francia, dove è stato nominato Cavaliere delle Arti e che già negli anni '60, mentre l'Africa era scossa dai movimenti per l'indipendenza, comincia con gli "African Jazz" a inseguire il suo progetto di una musica che inglobasse le tradizioni del suo continente con il Jazz, il Soul, il Funk. Il suo primo album, Saxy Party, esce nel 1969, ma il grande successo arriva nel 1972 con Soul Makossa, album che contiene la hit omonima, un frenetico jazz-funk con elementi africani che prima scala le classifiche francesi e poi conquista il mondo intero entrando anche nella Billboard Hot 100 al trentacinquesimo posto.

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