Coronavirus, contagio "basso" tra i migranti. Galli: "Forse c’è un motivo"

Diverse le teorie, tutte complottiste e non veritiere, che ora però trovano una conferma scientifica.

'Libero' infatti, noto per le sue prime pagine ad affetto, ha intervistato il Professore Massimo Galli, primario del Dipartimento di Malattie Infettive dell'Ospedale Sacco di Milano. Galli nei giorni scorsi era stato protagonista di un dibattito contro il dottore Paolo Ascierto sui primati del farmaco anti-artrite. E il direttore sanitario osserva anche che "in ogni caso la percentuale è praticamente nulla". "Temo che l'ipotesi di Borrelli possa essere molto vicino alla realtà - ha detto Galli - anche se non abbiamo dati sicuri per poterlo dire, ma i contagiati sono molti di più di quelli registrati ufficialmente".

"Verosimilmente c'è una diversa disponibilità e diverse caratteristiche dei recettori per il virus in alcune etnie, in alcune popolazioni, soprattutto di origine africana".

È possibile che abbiano le porte chiuse, o meglio, semichiuse nei confronti del Covid-19.

Gli immigrati che risiedono in Italia sono per lo più giovani e in forze.

L'emergenza sanitaria "non finirà presto": così Massimo Galli ha voluto chiarire le incertezze e i dubbi rispetto a quando potrebbe terminare il coronavirus. "Il fattore anagrafico e la sana costituzione - osserva Galli - spiegherebbero anche il motivo per cui gli adolescenti e i bambini reagiscono molto meglio al Covid-19". La diffusione del contagio è ancora in aumento in italia, ma l'Oms ha stimato che il picco potrebbe arrivare nelle prossime settimane, a cavallo tra la fine di marzo e l'inizio di aprile.

"In Giappone sono riusciti a circoscrivere il virus per tempo". In Italia invece l'infezione ha circolato almeno per un mese senza che ce ne rendessimo conto.

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