Dall'Inter ad autista Uber, Hakan Sukur: "Erdogan si è preso tutto"

Hakan Sukur in un duello con Marius Stankevicius nel 2002 quando giocava nel Parma

Hakan Sukur in un duello con Marius Stankevicius nel 2002 quando giocava nel Parma

E' stato uno degli attaccanti più forti della Turchia, con un passato anche al Torino, nel '95, e all'Inter.

Da stella del calcio turco (ancora suo il record di gol segnati con la maglia della Nazionale) ad autista Uber.

Appese le scarpette al chiodo col Galatasaray nel 2008, tre anni dopo Sukur era entrato a far parte dell'Akp, il partito che vede Erdogan fra i cofondatori. Dopo essere stato eletto parlamentare nel 2011, Sukur ha rotto con l'attuale capo di stato turco per seguire lo stesso Gulen e per questo è stato accusato di aver partecipato al colpo di stato, poi fallito. Qui l'ex attaccante si guadagna da vivere come autista di Uber e vendendo libri. "Non ho più nulla, Erdogan mi ha preso tutto". Nessuno è in grado di spiegarlo.

"Ho sempre fatto - aggiunge - cose legali, non sono un traditore né ho alimentato il golpe di Stato". Sono un nemico del governo, non dello Stato o della nazione turca.

A causa delle minacce ricevute e delle ritorsioni del governo tra cui "bombe nella boutique della moglie, figli molestati per strada, padre incarcerato e beni confiscati", Hakan Sukur e famiglia sono stati costretti ad emigrare negli Stati Uniti. "Mi sono così trasferito negli Stati Uniti, ho gestito inizialmente una caffetteria in California, ma venivano persone strane al bar".

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