Mediaset: Tar respinge Vivendi su Agcom - Ultima Ora

L'assemblea straordinaria degli azionisti di Mediaset ha approvato a maggioranza le modifiche, più favorevoli alle minoranze, allo statuto di Mfe, Mediaforeurope, la holding olandese in cui si fonderanno Mediaset e Mediaset Espana.

La decisione è stata presa dal giudice monocratico che ha fissato per il 15 gennaio la trattazione collegiale in camera di consiglio. I cambiamenti principali riguardano l'ammorbidimento delle barriere per l'accesso al voto maggiorato da parte degli azionisti con contenziosi verso la società (il caso di Vivendi) e le soglie dell'Opa, che passano dal 25 al 30% dopo la costituzione della società, con i francesi che in Mfe sarebbero vicini alla soglia del 25% e quindi avrebbero avuto l'obbligo di Opa dopo anche solo un "piccolo" acquisto di nuove azioni.

"Se i Tribunali ci danno l'ok ce la facciamo".

E anche il vicepresidente e ad di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, ha spiegato che "avere un socio che zavorra Mediaset è pesante in questo momento complicato". Ieri la terza sezione del Tar del Lazio ha dichiarato che "non ci sono motivi di gravità e urgenza sufficienti per accogliere in via cautelare la richiesta di Vivendi di sospendere la delibera Agcom che limita al 9,9% la quota del gruppo francese in Mediaset". All'assemblea, tenutasi a Cologno Monzese, alle porte di Milano, erano presenti 334 azionisti, in rappresentanza del 60,4% del capitale sociale.

Dure le dichiarazioni di Fedele Confalonieri nei confronti dei soci francesi in apertura di assemblea, con il presidente di Mediaset che aveva sottolineato come dal suo punto di vista Vivendi agisca "in palese conflitto di interesse" con "il solo obiettivo di distruggere valore e non permettere a un concorrente di crescere". I francesi, secondo Confalonieri, starebbero "cercando di mettere in stallo la nostra società", perseguendo "mire e obiettivi soggettivi a spregio della società e di tutti gli azionisti, italiani e spagnoli".

Vivendi e Mediaset non hanno ancora raggiunto nessun tipo di accordo su Media For Europe (Mfe), il progetto di un broadcaster paneuropeo promosso dalla famiglia Berlusconi ma inviso al gruppo francese di Vincent Bollorè.

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