Eataly: Guerra lascia le cariche operative, Farinetti confermato Amministratore delegato

Eataly Guerra resta presidente ma lascia gestione

Eataly guarda verso Londra e l'America, ma intanto cambia i vertici: Guerra lascia le cariche operative

Numeri che si annunciano in crescita, anche se restano da capire i tempi e i modi per una quotazione in Borsa annunciata ormai da alcuni anni e finora sempre rimandata.

Dopo cinque anni al timone, Andrea Guerra lascia la gestione corrente di Eataly, la catena di negozi che vendono i prodotti alimentari Made in Italy nelle città italiane e straniere. Lo comunica in una nota la società, in seguito alla decisione del consiglio d'amministrazione. In attesa di conoscere il bilancio definitivo del 2019 i ricavi di Eataly sono stati di 620 milioni di euro e l'utile netto è previsto tra i 5 e i 10 milioni.

Dal canto suo Andrea Guerra, nominato presidente esecutivo di Eataly nell'ottobre del 2015, dopo avere trascorso dieci anni (dal 2004 al 2014) in Luxottica, afferma: "Lascio la presidenza operativa di Eataly, avendo la consapevolezza che si è compiuto il percorso disegnato con il supporto degli azionisti per rafforzare ulteriormente la società nel mondo". "Grazie alla sua esperienza ha favorito lo sviluppo dell'azienda, l'attuale focalizzazione geografica e la grande crescita professionale delle nostre persone".

L'inizio di un 2020, si legge nella nota, sarà "pieno di nuove iniziative con ulteriori importanti aperture in America e a Londra" mentre il prossimo mese verranno annunciati i risultati del 2019 "che può essere definito come un ulteriore anno di grande crescita globale della società".

"Nicola, con il quale ho lavorato a strettissimo contatto in questi bellissimi cinque anni, e' certamente la persona giusta per guidare la squadra che dovra' compiere l'ulteriore salto evolutivo che Eataly e' pronta a fare". Guerra manterrà comunque la presidenza di Eataly per un periodo di transizione.

In un'intervista al Corriere della Sera, Oscar Farinetti ha spiegato che il figlio Nicola avrà i poteri del ceo, l'altro figlio Francesco si occuperà del nuovo progetto Green pea e Andrea delle aziende agricole.

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