"Troppo dolore, vado in coma farmacologico": l'addio di Giovanni, il "Guerriero sorridente"

Custodero, l'ex calciatore annuncia: 'Vado in coma farmacologico', la storia ha commosso il web

L'ultimo messaggio di Giovanni Custodero: "Entro in coma farmacologico"

Giovanni Custodero, portiere di 27 anni, pugliese, gravemente malato di cancro ha annunciato su Facebook la scelta di fermarsi con la chemio: "Non posso continuare a far prevalere il dolore fisico e la sofferenza su ciò che la sorte ha in serbo per me". A causa della malattia gli è stata amputata una gamba, nella speranza che le cellule malate non si diffondessero alle altre ossa.

Dopo le festività natalizie passante in famiglia, Giovanni, che in passato ha difeso i pali della squadra di calcio a 5 del Fasano (C2), ha scelto il coma farmacologico per non soffrire. "Vive col sorriso perché pensa che la sua vita sarebbe finita con la prima diagnosi, ma da quel giorno ogni alba è per lui un regalo dal valore inestimabile", si legge nella lettera. Per contrastare l'incedere della malattia è stato sottoposto a cicli di chemioterapia e radioterapia. Un guerriero, una forza della natura che, però, dopo anni di cure, non ha più le forze per combattere il male che si è impossessato del suo corpo. Di abbandonare il campo non ne ha mai voluto sapere. Nel suo messaggio esordisce con una precisazione: "Ciao a tutti!" Cosa c'è di più bello di trascorrere un giorno in più con le persone che ami, di passare del tempo con quegli amici di una vita, di ascoltare e cantare a squarciagola quella canzone che ti piace, di sentire il rumore della pioggia in una giornata di tempesta o delle onde contro gli scogli in una serata in riva al mare? "Negli ultimi post vi avevo accennato che la situazione non è delle migliori", quindi aggiunge: "Ebbene si, eccoci arrivati alla battaglia finale, siamo io e lui, uno dinanzi all'altro. ed io lo guardo in faccia. capisco che è forte dell'energia con la quale l'ho nutrito in questi anni, mentre io sono ormai stanco". "Terminerò così il mio percorso sperando di essere stato d'aiuto a molte persone". "Sarò sedato e potrò alleviare il mio malessere".

Meglio precisare che per essere sedato Giovanni non intende l'eutanasia che in Italia (vi ricordiamo) è illegale. "Chiunque sarebbe crollato, ma lui no. Lui decide di amputare l'arto fin sotto il ginocchio, se questo significa poter continuare a vivere, e di lì inizia a godersi ogni momento con la sua famiglia, la fidanzata e gli amici". La precisazione potrebbe sembrare superflua, ma non lo è visto che la famiglia del ragazzo è stata costretta a precisarlo: "Vorrei fare una precisazione rivolgendomi a tutti coloro che stanno scrivendo qualcosa per Giovanni in queste ore".

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