Inchiesta sui voli di Stato, Salvini si difende: non ero in vacanza

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"Tutti i miei voli di Stato erano per motivi di Stato, da ministro dell'Interno, per inaugurare caserme". Così il leader della Lega, Matteo Salvini, a Napoli.

La Procura vuole verificare, attraverso l'acquisizione di documenti e testimonianze, se l'illegitimmità rivelata dalla magistratura contabile abbia rilievo penale. Nessuno ha offerto niente, sono parlamentari che lasciano la maggioranza per venire all'oposizione. Il dossier aperto dalla Corte dei Conti è stato archiviato.

E' quanto dichiarato dal leader della Lega, Matteo Salvini, a Vibo Valentia, con chiaro riferimento all'imprenditore del tonno Pippo Callipo, candidato a governatore con l'appoggio del Partito democratico.

"Tali mezzi, infatti, sono riservati esclusivamente a spostamenti per impegni istituzionali o di addestramento, e non ai cosiddetti 'voli di Stato'" (fatte salve eccezioni opportunamente autorizzate).

In undici mesi - dall'insediamento del governo gialloverde a giugno 2018 fino al giorno in cui è uscita la notizia dell'inchiesta della Corte dei Conti, il 16 maggio 2019 - Matteo Salvini aveva effettuato 43 voli: 19 con aerei della Polizia, 22 su velivoli del 31/o Stormo dell'Aeronautica Militare e 2 con un C27j sempre dell'Aeronautica. "Nella colazione - ha detto Salvini - ci saranno anche formazioni civiche e anche nella lista della Lega ho chiesto che sia presente il mondo dell'impresa, il mondo del commercio, il mondo dell'agricoltura e delle professioni anche senza tessere di partito in tasca".

"I costi sostenuti per l'utilizzo degli apparecchi non appaiono essere palesemente superiori a quelli che l'Amministrazione avrebbe sostenuto per il legittimo utilizzo di voli di linea da parte del ministro e di tutto il personale trasportato al suo seguito".

Secondo gli ultimi sviluppi, non ci sarebbe però autorizzazione su 35 voli, 20 dei quali con l'aereo P.180, 14 con un elicottero del Dipartimento di Pubblica Sicurezza e 1 sul P.180 dei Vigili del fuoco.

Ora la palla passa al tribunale e dei ministri, competente a indagare su eventuali reati commessi nell'esercizio delle funzioni ministeriali.

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