Fioramonti: "Eni lasci il petrolio. Il fossile è un mercato morto"

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"Le sue affermazioni sono di una gravità inaudita, non solo perché non gli competono ma anche perché l'Eni è una società quotata in borsa, una società che opera in aree - oltre che in settori- particolarmente delicati e che rischia di subire ritorsioni per frasi di un ministro della Repubblica che parla a vanvera", dichiara Rampelli.

L'impostazione interdisciplinare e internazionale, da 25 anni alla base della Venice International University (VIU), deve considerarsi un apripista per il sistema universitario italiano; l'indicazione viene dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti, a Venezia, in visita stamattina all'Isola di San Servolo all'Ateneo internazionale VIU Venice International University - in cui convergono 20 Università di quattro Continenti - presieduto dall'ambasciatore Umberto Vattani.

"L'Eni è una grande risorsa per il Paese se opererà una riconversione totale di tutti gli asset produttivi", ha detto Fioramonti, "è necessaria una moratoria di tutte le nuove ricerche di fonti fossili".

Riconversione totale verso le forme di energia rinnovabile. Ed è necessario un piano radicale che possa dimostrare in che modo l'azienda possa restare un asset strategico nel Ventunesimo secolo. Bisogna abbandonare le nuove esplorazioni di fossili. Abbiamo dieci anni per fare una riconversione spinta. "Io voglio sapere che nel 2025 il petrolio sarà un centesimo nelle attività di Eni e nel 2030 saremo completamente verdi". L'ennesima del ministro grilliino.

"Le parole del Ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti sono una grande mancanza di rispetto e una vergogna per le aziende del Mondo dell'Oil & Gas internazionale ed in particolar modo per migliaia di lavoratori che fanno grande la nostra ENI e tutto l'indotto che vive grazie al Petrolio" queste le dure parole del presidente di FederPetroli Italia - Michele Marsiglia dopo le dichiarazioni del Ministro dell'Istruzione durante il Cop25 a Madrid.

"Si tende a dire che un'azienda è grande in base a ciò che ha fatto in passato, e non in base a ciò che farà nel futuro", ha continuato Fioramonti.

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