Al via il Green Deal europeo

La Commissione Ue scommette su un'Europa verde nel 2050

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La neo-presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha presentato oggi con queste parole la tabella di marcia pensata per rendere sostenibile l'economia europea, trasformando i problemi ambientali e climatici in opportunità di rilancio economico: "Tutti noi - ha aggiunto - possiamo partecipare alla transizione e beneficiare delle opportunità che offre". E non è affatto detto che il negoziato finisca con un risultato coerente con l'emergenza climatica e ambientale, e all'altezza delle ambizioni del "Green Deal" europeo.

La seconda ragione è che il Green Deal è anche, e soprattutto, una strategia di rilancio economico, basata su un grande progetto mobilizzatore di investimenti, innovazione e trasformazione.

Per tradurre in atti legislativi l'ambizione ad essere il primo continente al mondo a emissioni zero entro il 2050, la Commissione presenterà entro 100 giorni la prima "legge europea sul clima".

Per rendere il continente europeo climaticamente neutro entro il 2050, proteggere le vite umane, ridurre l'inquinamento e nel contempo aiutare le imprese nel campo delle tecnologie e dei prodotti puliti, il piano prevede una serie di misure, tra le quali: decarbonizzare il settore energetico, ristrutturare gli edifici, aiutare le persone a ridurre le bollette energetiche e l'uso dell'energia, sostenere l'industria per innovare diventando leader mondiali nell'economia verde e introdurre forme di trasporto privato e pubblico più pulite, più economiche e più sane. La stima, per gli obiettivi in materia di clima e energia per il 2030, indica investimenti supplementari di 260 miliardi di euro all'anno il che equivale all'1,5% del PIL del 2018. All'inizio del 2020 la Commissione presenterà un piano di investimenti per un'Europa sostenibile per contribuire a soddisfare le esigenze di investimento. Almeno il 25% del bilancio a lungo termine dell'UE dovrebbe essere destinato all'azione per il clima e la Banca europea per gli investimenti, la banca europea per il clima, fornirà ulteriore sostegno.

La strategia per il Green Deal varata oggi dalla Commissione europea è innanzitutto una promessa: l'impegno del nuovo Esecutivo Ue di fare tutto quello che sarà necessario per rispettare l'Accordo Onu di Parigi sul clima, e per "decarbonizzare" l'economia europea, con l'obiettivo di arrivare alla "neutralità climatica" nel 2050: una situazione, cioè, in cui le emissioni climalteranti saranno state ridotte a un livello così basso da poter essere compensate, e neutralizzate, dai "pozzi di assorbimento" naturali di CO2, le foreste e gli oceani.

Mettendo in atto la "nuova strategia di crescita" del Green deal, "dobbiamo essere sicuri che nessuno resti indietro, perché o questa strategia funziona per tutti, o per nessuno". Il G7, il G20, le convenzioni internazionali e le relazioni bilaterali saranno utilizzati per persuadere altri soggetti ad intensificare i loro sforzi.

I cambiamenti climatici e il degrado ambientale rappresentano una minaccia enorme per l'Europa e il mondo. Tuttavia, occorre fare di più. Nella sua comunicazione sul 'Green deal' la Commissione sottolinea che "continuerà a lavorare per dare più forza alle comunità locali e regionali" attraverso la 'Iniziativa urbana europea' e in coordinamento anche con Il Patto dei sindaci per il clima. Per quanto riguarda la politica alimentare sostenibile sarà delineata una strategia denominata "dal produttore al consumatore" unitamente a proposte per un'Europa senza inquinamento.

Una grandissima maggioranza di europei ritiene che la protezione dell'ambiente sia importante (95 %).

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