Domani la Giornata mondiale contro l'Aids. Le iniziative in programma a Como

L'Aids non è sparita: 32 nuovi casi da inizio anno nel Bresciano

1 dicembre test Hiv gratuito in piazza Castello

A 37 anni dal primo caso documentato, anche in Liguria si torna a parlare di Aids in occasione della giornata mondiale istituita il primo dicembre per sensibilizzare sul rischio di contrarre il virus Hiv e sulle conseguenze di questa malattia auto-immune. Lo ripetiamo soprattutto ai giovani.

Secondo il rapporto a cura del Servizio Regionale per l'Epidemiologia, Sorveglianza e controllo delle malattie infettive (SERESMI http://www.inmi.it/seresmi) nel 2018 nel Lazio: sono state segnalate 463 nuove diagnosi di infezione da HIV, con una riduzione significativa rispetto all'anno precedente sia in termini assoluti (meno 11%) che di incidenza passando da 7,5 casi a 6,5 casi per 100.000.

A presentare iniziative e dati e a sottolineare l'importanza di informazione e prevenzione, sono stati Donatella Albini, consigliere comunale con delega alla Sanità, con Francesco Castelli, Claudio Sileo e Laura Lanfredini, rispettivamente direttore generale e direttore sanitario dell'Ats Brescia, Anna Maria Indelicato, direttore socio sanitario dell'Asst Spedali Civili e Giovanni Marazza, direttore del Dipartimento Prevenzione dell'Ats di Brescia.

Nel complesso, stando ai più recenti dati dell'Istituto superiore di sanità, nel nostro Paese sono circa 130mila le persone sieropositive, con una stima che quantifica in almeno 15mila le persone sieropositive che non sanno di esserlo. Ed è dedicata al negazionismo dell'Aids la nuova scheda di Dottoremaeveroche, il sito anti fake news della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, pubblicata in vista della Giornata mondiale dell'Aids del 1 dicembre. Soltanto il 68% del campione è consapevole di questa realtà. Le iniziative vedono la partecipazione della sezione di Como della Lila, la Lega italiana per la lotta contro l'Aids, che allestirà uno spazio informativo nell'ambulatorio del Day Hospital di Malattie infettive all'ospedale Sant'Anna. La diagnosi precoce dell'infezione da HIV attraverso l'esecuzione del test rappresenta un elemento critico per controllare la diffusione del virus e per consentire un tempestivo accesso alla terapia antiretrovirale per quanti abbiano contratto l'infezione.

Ma la prevenzione non si esaurisce nella giornata odierna.

La maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da Hiv è attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituiscono circa l'80% di tutte le segnalazioni (eterosessuali 41,2%; maschi che fanno sesso con maschi - msm 39%).

Oggi, a 36 anni dalla scoperta del virus dell'Hiv, le terapie sono vincenti e anche l'ipotesi di un vaccino è più concreta.

Nell'ultimo triennio il 65,2 per cento dei casi scopre la sieropositività al momento della diagnosi di Aids e quindi quando il loro sistema immunitario è ormai già compromesso, a indicare la sempre minor consapevolezza della possibilità di contagio.

Pochi mesi dopo Milano, anche Bergamo ha firmato il protocollo internazionale di Parigi, rendendo la Lombardia capofila in questa sfida. E sebbene nelle scuole s'inizi a parlarne, sono ancora molti diffusi i luoghi comuni e le informazioni errate su questo virus. È vero che non è più quella cosa drammatica di diversi anni fa, però è anche vero che siamo ancora ben lontani dall'avere delle cure che mandino via l'infezione.

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